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Cass. pen. Sez. II, Sent., (ud. 23-03-2011) 08-04-2011, n. 14084

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/
Svolgimento del processo

Il Tribunale della libertà di Milano, decidendo in sede di rinvio conseguente all'annullamento da parte della Corte di cassazione, con sentenza in data 13/5/2010, dell'ordinanza emessa dal Tribunale in data 25.11.2009 (che aveva annullato l'ordinanza emessa dal G.I.P. nei confronti di P.R.V.D., per la mancata trasmissione del verbale di trascrizione di una conversazione intervenuta tra la persona offesa e l'indagato, impedendo in tal modo una completo valutazione delle risultanze probatorie), annullava, con ordinanza in data 23 settembre 2010, la predetto ordinanza per mancanza di gravi indizi di colpevolezza a carico del prevenuto, indagato di estorsione tentata e consumata, sequestro di persona e lesioni in danno di R.M..

Proponeva ricorso per cassazione il PM presso il Tribunale di Milano, eccependo l'erronea applicazione dell'art. 273 c.p.p. con riferimento alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, avendo erroneamente il Tribunale ritenuto di per sè non credibili le dichiarazioni della parte offesa che avrebbero dovuto essere meglio riscontrate, con particolare riguardo alle spese dell'autovettura asseritamente presa a noleggio presso la società Dream Service di Milano e per la quale i noleggiatori avevano dapprima chiesto il pagamento di Euro 12.000 per presunti danni patiti dall'autovettura, importo poi sceso a Euro 8000 e ulteriormente diminuito a Euro 4000, importo della transazione effettuata con la carta di credito della parte offesa, dopo essere stato malmenato, presso la discoteca (OMISSIS), con asserita conseguente dazione di denaro agli estortori che, con le medesime modalità, avevano costretta il R. ad effettuare analoghe transazioni rispettivamente di Euro 1800, Euro 1000 e Euro 2000 presso la discoteca (OMISSIS), ricevendo altre minacce presso la discoteca (OMISSIS) al fine di ottenere altri Euro 1450.

Il ricorrente riteneva, contrariamente alla valutazione del Tribunale, utilizzabile la documentazione fonografica delle conversazioni, anche in mancanza di autorizzazione del Pubblico Ministero, rilevando come, comunque, conversazioni intervenute tra il R. e il P. siano state ascoltate in viva voce direttamente dagli operanti che le hanno trascritte non solo in quanto registrate ma in quanto anche materialmente udite.
Motivi della decisione

Il ricorso è infondato. In materia di misure cautelari personali, allorchè sia denunciato, con ricorso per cassazione, vizio di motivazione del provvedimento emesso dal Tribunale del riesame in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza, alla Corte di legittimità spetta solo il compito di verificare se il giudice di merito abbia dato adeguatamente conto delle ragioni che l'hanno indotto ad affermare o negare la gravità del quadro indiziario a carico dell'indagato, controllando la congruenza della motivazione riguardante la valutazione degli elementi indizianti rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto che governano l'apprezzamento delle risultanze probatorie. Il controllo di logicità, peraltro, deve rimanere all'interno del provvedimento impugnato e non è possibile procedere a una nuova o diversa valutazione degli elementi indizianti o a un diverso esame degli elementi materiali e fattuali delle vicende indagate (cfr Cass. pen., Sez. 2A, 17/12/2004, n. 3240).

Il Tribunale del riesame ha ritenuto che gli indizi a carico dell'indagato non assurgevano alla soglia di gravità richiesta dell'art. 273 c.p.p. per l'applicazione delle misure cautelari, dovendo essere sottoposta al vaglio rigoroso le dichiarazioni della parte offesa, trattandosi di un noto truffatore evidenziando, in senso contrario alle dichiarazioni dello stesso, che i referti medici dell'ospedale non avevano attestato alcuna lesione, contrariamente all'asserita dinamica della aggressione, caratterizzata da particolare violenza, rilevando, con riferimento al pagamento della somma di Euro 4800 con la carta di credito del R., che tale circostanza debba essere valutata unitamente alle dichiarazioni del gestore della discoteca N.M. che ha riferito, da subito, che tale importo era stato corrisposto in pagamento delle numerose costose consumazioni avvenute nel locale da parte di un gruppo di avventori. Il Tribunale, inoltre, riteneva inutilizzabili le conversazioni telefoniche eseguite dagli operanti, tra il R. e il P., registrate con apparecchi tascabili dei Carabinieri, in mancanza di autorizzazione del P.M..

Il Tribunale ha anche, correttamente, escluso che le intercettazioni siano utilizzabili in quanto trattasi di registrazione eseguita da un privato, su indicazione della polizia giudiziaria ed avvalendosi di strumenti da questa predisposti, sotto la sua diretta sorveglianza.

Anche se va esclusa l'esistenza di decisivi elementi differenziali tra la fonoregistrazione effettuata d'iniziativa del privato con apparato nella sua diretta disponibilità e quella ottenuta con un apparecchio fornito dagli inquirenti (Cass. sez. 2^, 5.11.2002 n. 42486), tuttavia deve ritenersi l'inutilizzabilità di registrazioni di conversazioni effettuate, in assenza di autorizzazione del giudice, da uno degli interlocutori dotato di strumenti di captazione forniti dalla polizia giudiziaria, ove il privato, come nel caso di specie, agisca quale "longa manus" della Polizia giudiziaria o su direttive della stessa e ciò sul rilievo che, in tal modo, si verrebbe a realizzare un surrettizio aggiramento delle regole che impongono il ricorso a strumenti tipici per comprimere il bene costituzionalmente protetto della segretezza delle comunicazioni (Cass. sez. 6^, 6.11.2008 n. 44128).

Infatti la registrazione fonografica occultamente eseguita da uno degli interlocutori d'intesa con la polizia giudiziaria e con apparecchiature da questa forniti, non costituisce un "documento" formato fuori del procedimento, utilizzabile ai fini di prova ai sensi dell'art. 234 c.p.p., ma rappresenta, piuttosto, la "documentazione di un'attività d'indagine", dato l'uso investigativo dello strumento di captazione che in tal caso viene realizzato, indipendentemente dalla possibilità che la polizia possa procedere all'ascolto diretto o captarne il contenuto durante il suo svolgimento.

Va, conseguentemente, rigettato il ricorso del P.M..
P.Q.M.

Rigetta il ricorso.


Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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