Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 15-12-2010) 21-01-2011, n. 1875

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo e motivi della decisione

1. Provvedimento impugnato e motivi del ricorso – L’odierno ricorrente è stato condannato dal Tribunale alla pena di 4000 Euro di multa per avere, in qualità di titolare dell’impianto di quarantena per l’importazione di volatili, effettuato scarichi di acque reflue provenienti da tale attività ed, al contempo, effettuato attività illecita di smaltimento di rifiuti liquidi.

Avverso tale decisione, l’imputato ha proposto ricorso deducendo:

1) violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b) e c)) per non avere, il giudice di merito, dichiarato la prescrizione pur essendo, essa, maturata al momento dell’emissione del decreto di giudizio immediato. Osserva, infatti, il ricorrente che, la prescrizione – che era iniziata a decorrere il 25.10.05 – si era interrotta l’11.1.06 con il decreto penale di condanna ed era ricominciata a decorrere. Il termine di tre anni, pertanto, sarebbe scaduto l’11.1.09 ma il decreto di giudizio immediato è stato emesso solo il 6.2.09;

2) violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b) e c)) per omessa osservanza dei termini a comparire per l’imputato. Ed infatti, il decreto a comparire in giudizio, per l’udienza del 21.5.09, fu notificata all’imputato solo in data 27.4.09 (non essendovi, pertanto, i 30 giorni previsti). La nullità – a regime intermedio – non è stata sanata per la mancata comparizione dell’imputato (rimasto contumace) e può essere dedotta con l’atto di impugnazione così come asserito anche da giurisprudenza di questa S.C. (n. 6356/99) ai sensi degli artt. 180, 182 e 184 c.p.p.;

3) violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b) e c)) per omessa osservanza dei termini a comparire per il difensore. Le unità di tempo vanno computate "libere" e, quindi, senza tener conto del dies a quo e di quello ad quem;

4) violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b) e c)) per omessa indicazione, nel decreto di giudizio immediato, della facoltà, per l’imputato di chiedere riti alternativi;

5) violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b) e c)) per nullità dell’ordinanza dispositiva della sospensione dei termini di prescrizione emessa al di fuori dei termini prescritti.

Il ricorrente conclude invocando l’annullamento della sentenza impugnata.

2. Motivi della decisione. Il primo, il quarto ed il quinto motivo di ricorso sono fondati.

In particolare, risulta giustificata la questione che il ricorrente solleva con riferimento al computo dei termini prescrizionali perchè essi, interrotti una prima volta con il decreto penale di condanna in data 11.1.06, erano nuovamente decorsi da tale data.

Una nuova causa di interruzione, però, la si rinviene solo il 6.2.09 con il decreto di giudizio immediato. Quindi, oltre il termine ordinario di tre anni.

A tale stregua, è irregolare anche la successiva ordinanza con cui era stata disposta la sospensione di termini di prescrizione già decorsi (quinto motivo).

Non è infondata nemmeno la eccezione secondo cui il decreto di giudizio immediato sarebbe nullo (ai sensi dell’art. 552, comma 2 in ret. alla lett. f)) per mancata indicazione della facoltà, per l’imputato di accedere a riti alternativi.

Anche prescindendo, perciò, dalla manifesta infondatezza del secondo e terzo motivo (l’uno perchè, trattandosi di nullità relativa, l’eccezione è stata sollevata tardivamente e, l’altro, per genericità), non si può che prendere atto della sopravvenienza di una causa di estinzione dei reati per prescrizione e dichiararlo in questa sede annullando senza rinvio la sentenza impugnata.

P.Q.M.

Visti gli artt. 615 e ss. c.p.p.;

annulla senza rinvio la sentenza impugnata per essere i reati estinti per prescrizione.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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