T.A.R. Lazio Roma Sez. III ter, Sent., 01-02-2011, n. 916 Pensioni, stipendi e salari

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo

Con ricorso notificato il 5 ottobre 1999, i ricorrenti, tutti dipendenti del CNR, rivendicano il loro diritto ad essere retribuiti, in relazione al lavoro in turni prestato dalla data dell’1.1.1994, secondo il parametro economico previsto dall’art. 47 del CCNL del 7 ottobre 1996.

Riferiscono che il trattamento economico per la prestazione di lavoro in turni era regolamentato dall’art. 21 del d.P.R. n. 171 del 12.2.1991. Il nuovo CCNL del 7 ottobre 1996, all’art. 47, ha previsto che la predetta prestazione venga integralmente pagata, indipendentemente da una eventuale prestazione parziale o completa nella fascia obbligatoria di presenza.

Il CNR ha provveduto al pagamento del più favorevole importo per lavoro in turni prestato dalla data del 7 ottobre 1996 di entrata in vigore del predetto CCNL.

Diversamente, i ricorrenti ritengono di aver diritto alla corresponsione degli importi in argomento a decorrere dalla data dell’1 gennaio 1994.

A sostegno della loro pretesa deducono:

1. Violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 47 del CCNL 7 ottobre 1996 per i livelli dal IV al X. Eccesso di potere per difetto nei presupposti, illogicità e ingiustizia manifesta.

I ricorrenti assumono che la disciplina più favorevole del lavoro in turni prevista dall’art. 47 del CCNL 7.10.1996 debba essere applicata sin dal 1° gennaio 1994 e ciò sul rilievo che la norma che prevede il beneficio in questione non contiene alcuna decorrenza, sicché debba farsi riferimento alla norma di carattere generale di cui all’art. 2 del CCNL, che dispone la decorrenza, sia giuridica che economica, dall’1.1.1994, con i consequenziali ulteriori diritti al pagamento degli importi per rivalutazione monetaria ed interessi legali, calcolati dalla data di maturazione dei rispettivi ratei di credito sino alla data del soddisfo.

L’Amministrazione intimata si è costituita in giudizio senza svolgere attività difensiva.

All’Udienza del 16 dicembre 2010 la causa è stata trattenuta in decisione.
Motivi della decisione

Come esposto in narrativa, i ricorrenti, tutti dipendenti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) rivendicano il loro diritto ad essere retribuiti, in relazione al lavoro in turni prestato dalla data dell’1.1.1994, secondo il parametro economico previsto dall’art. 47 del CCNL del 7 ottobre 1996.

Il ricorso merita accoglimento.

Giova richiamare l’art. 21 del d.P.R. n. 171 del 1991, il quale, con riferimento al personale delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione di cui all’art. 9 della legge 9 maggio 1989, n. 168, prevedeva che "per il lavoro prestato secondo appositi turni avvicendati giornalieri e per turni festivi spetta una maggiorazione dello stipendio orario pari al 20% per i turni pomeridiani e all’80% per turni notturni e quelli festivi, con il limite minimo rispettivamente di Lire 2.500, Lire 5.200, Lire 8.800, per ogni ora di lavoro".

La nuova disciplina di cui all’art. 47 del CCNL 7 ottobre 1996, ha previsto che "per ogni ora di lavoro prestato secondo appositi turni avvicendati giornalieri spetta una maggiorazione pari al 20% della misura oraria dei compensi per lavoro straordinario; per i turni effettuati in giorni festivi la maggiorazione di cui sopra è pari al 50%, mentre per quelli notturni e festivi la medesima è pari all’80%. E’ stabilito un limite minimo delle suddette maggiorazioni pari, rispettivamente, a Lire 3.500, Lire 7.000 e Lire 10.000".

La nuova e più favorevole disciplina, che consente il pagamento integrale e, quindi, anche per le ore prestate entro la fascia obbligatoria di presenza, è stata erroneamente applicata dall’Ente intimato con decorrenza dalla data di entrata in vigore del nuovo CCNL.

Ed invero, è principio generale quello secondo cui qualora la decorrenza del miglior trattamento economico non sia indicata nella norma che lo disciplina, deve farsi riferimento alla norma di carattere generale che stabilisce la decorrenza dell’applicazione del nuovo Accordo collettivo.

Orbene, nella specie, il predetto art. 47 CCNL 7 ottobre 1996 nulla dispone in proposito, sicché deve farsi riferimento all’art. 2 del predetto Accordo, il quale dispone: "Il presente CCNL decorre dal 1° gennaio 1994 (…)".

Né risulta, per la parte economica che qui interessa, che la previsione di cui all’art. 2 sia condizionata da qualche successivo adempimento, poiché, al contrario, dalla lettera della disposizione, è chiara la volontà di disporre l’attribuzione integrale dei trattamenti economici più favorevoli ivi previsti, dalla data del 1° gennaio 1994.

Il Collegio ritiene, quindi, che debba trovare applicazione, con la decorrenza di cui all’art. 2 del CCNL 7 ottobre 1996, il miglior trattamento per la prestazione di lavoro in turni di cui all’art. 47 del predetto CCNL.

In conclusione, il ricorso merita accoglimento, con conseguente accertamento del diritto preteso e conseguente condanna del CNR alla corresponsione della prestazione di lavoro in turni secondo i corrispettivi previsti dall’art. 47 del CCNL 7 ottobre 1996.

Per quanto concerne la richiesta accessoria di interessi legali e rivalutazione monetaria, va rammentato che l’art. 22, 36° comma, della legge 23.12.1994, n. 724 attribuisce, per i crediti maturati successivamente al 31.12.1994, unicamente il diritto ad ottenere la "maggior somma" fra interessi e rivalutazione monetaria, impedendo il "cumulo" delle somme accessorie (A.P. del Cons. Stato 15.6.1993, n. 3), sicché per il periodo successivo al 31.12.1994 va riconosciuto il diritto alla corresponsione degli interessi e rivalutazione monetaria nei limiti sopra enunciati; mentre per il periodo antecedente, vale a dire dal 1° gennaio 1994 al 31.12.1994, vanno corrisposti, oltre agli interessi legali (secondo i tassi in vigore alla scadenza dei singoli ratei) anche la rivalutazione monetaria.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto dai sigg.ri L.F., C.E., M.M., N.P., R.P., D.M., A.M., R.R., F.T., M.B., B.S., lo accoglie e per l’effetto condanna il Consiglio Nazionale delle Ricerche al pagamento di quanto dovuto, con interessi e rivalutazione, da determinarsi secondo quanto indicato in motivazione.

Condanna la predetta Amministrazione al pagamento delle spese di lite in favore dei ricorrenti, che liquida in Euro 2.000 (duemila/00 euro)

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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