T.A.R. Lazio Roma Sez. I quater, Sent., 22-02-2011, n. 1631 Demolizione di costruzioni abusive

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

che nella specie il presente giudizio può essere definito con decisione in forma semplificata, ai sensi del menzionato art. 60, comma 1, del D.Lgs. n. 104/2010, stante la completezza del contraddittorio e della documentazione di causa;

che sono state espletate le formalità stabilite dall’art. 60 del citato D.Lgs. n. 104/2010;

Rilevato che con il presente ricorso si impugna il provvedimento con il quale si ingiunge la demolizione, ai sensi dell’art. 16 della legge regionale n. 15/2008, di un manufatto in muratura di 21 mq, poggiato su due lati sul muro di cinta del giardino di proprietà;

Tenuto conto che la preesistente tettoia, che sarebbe stata ubicata laddove attualmente vi è detto manufatto, costituisce un’opera del tutto differente, sotto i due profili della superficie, che è ben superiore a quella della tettoia (più del doppio), e della diversa consistenza, in quanto opera tamponata e non già aperta, come invece la tettoia;

Ritenuto:

che ciò comporti, da una parte, che non si rinviene il dedotto difetto di istruttoria e di motivazione, proprio per la irrilevanza della tettoia, e che non può essere validamente allegata la domanda di condono, riferita appunto alla tettoia;

che, anche ove il manufatto si volesse qualificare come pertinenza, esso, comunque, ha un volume superiore al 20% dell’abitazione principale, come può evincersi dall’esame delle planimetrie relative ad entrambe le opere;

che conseguentemente la sanzione demolitoria censurata sia legittima ed anzi costituisca espressione di attività vincolata, a fronte dell’abuso riscontrato;

che, per quanto appena evidenziato, la dedotta violazione di avvio del procedimento non determini l’annullamento del provvedimento gravato;

che in conclusione il ricorso sia infondato e debba essere rigettato;

che, in ordine alle spese, ai diritti ed agli onorari, essi seguano la soccombenza, ponendosi a carico dei ricorrenti, e debbano liquidarsi come in dispositivo;
P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio – sezione I quater, definitivamente pronunciando, rigetta il ricorso in epigrafe.

Condanna il ricorrente alle spese di giudizio, in favore del Comune resistente, forfetariamente quantificate in Euro 1.000,00 (mille/00), oltre I.V.A. e C.P.A..

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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