T.A.R. Lombardia Milano Sez. IV, Sent., 25-02-2011, n. 573 Assunzioni

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo

Con ricorso notificato in data 6 ottobre 2008 e depositato il 15 ottobre successivo, il ricorrente ha impugnato la delibera di Giunta Comunale n. 31 del 5 marzo 2008, avente ad oggetto il programma triennale del fabbisogno del personale 2008/2009/2010 e il piano annuale delle assunzioni e la presupposta delibera di Giunta Comunale n. 37 del 4 aprile 2007 che ha approvato il suddetto programma; ha chiesto altresì il risarcimento del danno subito in seguito al comportamento illegittimo da parte dell’Amministrazione.

A sostegno del gravame vengono dedotti la violazione di legge, l’illogicità e l’ingiustizia manifesta e l’eccesso di potere.

Il Comune non avrebbe assunto il ricorrente, in chiara violazione delle disposizioni della legge finanziaria per l’anno 2008, vista la sussistenza di tutti i presupposti normativamente previsti e del parere favorevole del segretario comunale.

Oltretutto l’atto impugnato sarebbe in contrasto con le precedenti determinazioni dell’Amministrazioni, visto che la decisione di non assumere il responsabile del Servizio di Polizia locale a favore del potenziamento della dotazione del Servizio Lavori pubblici smentirebbe quanto previsto con la deliberazione della Giunta comunale n. 220 del 29 dicembre 2006 con cui è stato prorogato il contratto a termine a favore del ricorrente B..

Infine, i limiti di spesa, che a giudizio del Comune di Bellagio avrebbero impedito l’assunzione del ricorrente, non sarebbero sussistenti e non sarebbero state prese in considerazione le diverse istanze del ricorrente attraverso le quali richiedeva l’assunzione.

Si è costituito in giudizio il Comune di Bellagio, che, in via preliminare, ha eccepito l’inammissibilità del ricorso sotto diversi profili e, nel merito, ne ha chiesto il rigetto.

Con ordinanza n. 1578/2008, è stata respinta la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato.

Alla pubblica udienza del 28 gennaio 2011, il Collegio, dopo aver dato avviso alle parti presenti alla discussione, anche della questione relativa all’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione, ha trattenuto la causa in decisione.
Motivi della decisione

1. Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

2. Nel caso di specie si verte in ordine alla legittimità degli atti adottati dal Comune resistente in relazione alla mancata assunzione del ricorrente, quale vincitore del concorso pubblico per un posto di Istruttore direttivo del Servizio di Polizia locale.

2.1. Il ricorrente, pur non avendo più interesse all’assunzione presso il Comune resistente, avendo nel frattempo ottenuto un altro impiego a tempo indeterminato presso una diversa Amministrazione (all. 2325 del Comune), chiede il risarcimento dei danni che gli sono stati provocati dall’illegittimo comportamento del Comune di Bellagio.

Tuttavia la domanda di risarcimento del danno, avendo carattere complementare rispetto alla tutela di tipo demolitorio, segue la giurisdizione di quest’ultima (cfr. art. 7, comma 4, cod. proc. amm.; cfr. altresì, Cassazione civile, SS.UU., ord. 23 settembre 2010, n. 20072; T.A.R. Umbria, 26 ottobre 2009, n. 640).

2.2. Difatti, come ribadito dalla costante giurisprudenza della Corte regolatrice della giurisdizione, la cognizione della domanda, avanzata dal candidato vincitore del concorso, "appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, facendosi valere, al di fuori dell’ambito della procedura concorsuale, il "diritto all’assunzione", mentre solo quando la pretesa al riconoscimento del suddetto diritto sia consequenziale alla negazione degli effetti del provvedimento di indizione di un nuovo concorso, la contestazione investe l’esercizio del potere dell’amministrazione di merito, a cui corrisponde una situazione di interesse legittimo, la cui tutela spetta al giudice amministrativo ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63, comma 1" (Cassazione civile, SS.UU., ord. 20 agosto 2010, n. 18812; nello stesso senso, T.A.R., Campania, Napoli, III, 27 settembre 2010, n. 17536).

2.3. A ciò consegue la dichiarazione del difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in relazione alla presente controversia.

3. La dichiarazione del difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a favore di quello ordinario determina gli effetti, in ordine alla prosecuzione del giudizio presso il giudice munito di giurisdizione, di cui all’art. 11 del cod. proc. amm.

4. In considerazione dell’arresto della controversia ad una fase preliminare, le spese possono essere compensate.
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo il ricorso indicato in epigrafe e individua quale giudice munito di giurisdizione quello ordinario, avanti al quale il processo potrà proseguire.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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