Cons. Stato Sez. V, Sent., 28-02-2011, n. 1244

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo

Con atto notificato i giorni 3, 4 e 5 marzo 2010 e depositato il 16 seguente la L.B.I. S.p.A., corrispondente dei Lloyd’s, ha appellato la sentenza 23 novembre 2009 n. 11573 del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma, sezione terza quater, non notificata, con la quale è stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione attiva il suo ricorso (proposto nella dichiarata qualità di affidataria, in base a deliberazione 18 dicembre 2007 n. 1506 e contratto n. 1602433 a seguito di gara, del lotto 3 "responsabilità civile verso terzi e prestatori d’opera" dei servizi assicurativi dell’ASL RM/C per il triennio 2008/10) avverso la deliberazione 31 marzo 2008 n. 391 della stessa ASL, avente ad oggetto "mandato di brokeraggio assicurativo – proroga dell’incarico alla società AON" S.p.A. sino al 31 dicembre 2008; deliberazione che, a suo avviso, avrebbe in effetti disposto un rinnovo contrattuale in palese violazione delle norme in materia di evidenza pubblica, essendo già esaurito il pregresso rapporto.

L’appellante ha premesso che tale statuizione è basata sulle seguenti considerazioni:

a.- il contratto di cui la ricorrente rivendica l’esecuzione, nonché la titolarità nella veste di unica corrispondente per l’Italia dei Lloyd’s, è stato sottoscritto dal rappresentante generale per l’Italia dei Lloyd’s;

b.- alla gara hanno partecipato i Lloyd’s NewLine, aggiudicataria, i Lloyd’s Kiln e i Lloyd’s Sagicor, non la ricorrente;

c.- l’affidamento ai Lloyd’s NewLine dei servizi del lotto 3 è stato reso noto con nota del 19 dicembre 2007 indirizzata ai Lloyd’s NewLine;

d.- in nessuna nota o documento si conferma la pretesa veste della ricorrente, che le conferirebbe automaticamente la titolarità del contratto per cui è causa;

e.- pertanto, nessun vantaggio deriverebbe alla ricorrente dall’eventuale annullamento degli atti gravati.

Ciò posto, ha lamentato che la sentenza abbia ignorato alcuni passaggi delle proprie difese e non abbia sottoposto a vaglio critico le argomentazioni e la documentazione da essa offerta. In particolare, ribadito di essere primaria società operante nell’ambito dei servizi di brokeraggio ed assicurativi, nonché corrispondente italiano dei Lloyd’s, perciò affidataria dei servizi di cui al lotto 3, in questione, ha sostenuto che tale circostanza risulti comprovata da:

1.- contratto di assicurazione Lloyd’s n. 1602433, per l’assicurazione sottoscritto dal "Il Corrispondente dei Lloyd’sL.B.I. s.r.l.", nella persona del dott. Lorenzo Acanfora, legale rappresentante della L. e non dei Lloyd’s;

2.- lettera dell’ASL 19 dicembre 2007 n. C/68589/2;

3.- lettera 27 dicembre 2007 di L. in qualità di Lloyd’s Corrispondent, confermativa della copertura assicurativa per il triennio 31/12/200731/12/2010;

4.- lettera dell’ASL 14 febbraio 2008, con cui l’assicurato chiede di acquisire l’originale della polizza, nonché il deposito della polizza fideiussoria relativa;

5.- apertura da parte dell’ASL di sinistri indirizzando la relativa corrispondenza alla L., così dimostrando di riconoscerla quale "ufficio" dei Lloyd’s;

6.- pagamento diretto da parte dell’ASL alla L. del premio dell’annualità 2008.

Tanto dimostrerebbe, altresì, l’attualità del suo interesse.

Nel merito, ha sostenuto l’illegittimità della deliberazione impugnata per i seguenti motivi:

1.- Violazione del vigente quadro normativo in tema di proroga/rinnovo dei contratti della p.a.. Violazione dell’art. 6 della legge 24 dicembre 1993 n. 537, modificato dall’art. 44., c. 1, della legge 23 dicembre 1994 n. 724, come abrogati dall’art. 23, co. 2, della legge 18 aprile 2005 n. 62 (legge comunitaria 2004). Violazione d.lgs. 163/2006.

2.- Violazione dell’art. 29, c. 1, e dell’art. 57, c. 7, del d.lgs. 163/2006.

3.- Eccesso di potere per erroneità dei presupposti e difetto di istruttoria; eccesso di potere per travisamento dei fatti e per incongruità e falsità della motivazione. Sviamento.

4.- Violazione e falsa applicazione art. 54 e ss del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163; violazione e falsa applicazione dei principi di legalità, imparzialità e buon andamento della p.a. di cui all’art. 97 Cost., nonché dei principi di libera concorrenza e iniziativa economica di cui all’art. 41 Cost..

Infine, ha espressamente appellato anche il capo di sentenza concernente la condanna alle spese di giudizio, lamentandone l’ingiustizia ed il vizio per averle meccanicamente ad essa addossate, con motivazione insufficiente e senza considerare l’assoluta novità e complessità delle questioni affrontate.

Con memoria del 7 ottobre 2010 ha poi ampiamente insistito nelle proprie tesi e richieste

L’Azienda e la AON S.p.A. si sono costituite in giudizio ed hanno svolto controdeduzioni; la seconda ha altresì eccepito l’inammissibilità delle nuove produzioni documentali effettuate solo in questa sede dalla L..

All’odierna udienza pubblica l’appello è stato posto in decisione.
Motivi della decisione

Com’è esposto nella narrativa che precede, la L.B.I. s.r.l. ha impugnato in primo grado la deliberazione 31 marzo 2009 n. 391 del Direttore generale dell’ASL Roma C, con cui è stato prorogato il mandato di brokeraggio assicurativo per l’Azienda alla AON S.p.A.. Ciò nella qualità di "affidataria dei servizi assicurativi dell’ASL Roma C" (in particolare del lotto C "responsabilità civile verso terzi e prestatori d’opera" a seguito della procedura ristretta indetta il 12 ottobre 2007 per il triennio 2008/2010) "quale Lloyd’s Corrispondent (…) e pertanto titolare di contratto di assicurazione Lloyd’s n. 1602433" in essere con la medesima Azienda.

La L. ha ritenuto di essere stata lesa dall’indicata deliberazione in relazione alla c.d. "clausola broker", inserita sia nel capitolato allegato alla lettera d’invito che in quello di polizza, secondo cui la gestione ed esecuzione dei contratti assicurativi dell’Azienda è affidata al broker incaricato, remunerato con provvigione a carico delle compagnie di assicurazione aggiudicatarie.

Il TAR ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione attiva, stante – in estrema sintesi – l’estraneità della L. alla vicenda, tenuto conto che non ha partecipato alla gara, non è titolare del menzionato contratto e non ha fornito alcun principio di prova che la qualità di corrispondente dei Lloyd’s implichi l’essere l’unica destinataria dell’attività contrattuale in Italia dei Lloyd’s di Londra.

La pronunzia è corretta e va, perciò, confermata, mentre non convincono le pur suggestive argomentazioni svolte dell’appellante a sostegno della propria, ribadita tesi secondo cui ella sarebbe affidataria del servizio assicurativo in parola in veste di corrispondente italiano dei Lloyd’s.

Premesso che, com’è noto, i Lloyd’s non sono assicuratori, ma un’associazione di soggetti (names o syndacates) collegati da vincolo di solidarietà, i quali garantiscono illimitatamente i rischi assunti da ciascuno ed agiscono tramite brokers autorizzati, va osservato che la qualità della L. di affidataria del servizio non è, infatti, comprovata dalla sottoscrizione del contratto, avendo essa sottoscritto non il contratto, ma solo la c.d. "cover note", mentre il reale "contratto di assicurazione n. 1602433" è stato sottoscritto dal rappresentante generale dei Lloyd’s per l’Italia e la polizza costituente la cauzione definitiva è, sì, intestata alla L., ma "in nome e per conto dei Lloyd’s – Sindacato Newline".

Né è aggiudicataria della gara, tale essendo stata dichiarata la concorrente NewLine, appunto sindacato dei Lloyd’s, la quale ha pure direttamente fornito le giustificazioni in sede di verifica della congruità dell’offerta.

Appare pertanto evidente che la L. ha agito nell’ambito del rapporto compiendo atti di gestione od esecuzione della polizza (ad esempio incassando il premio o ricevendo le denunzie di sinistro) in qualità di broker del sindacato NewLine, ossia in nome e per conto della medesima e, come tale, senza assumere alcuna posizione in proprio. Ne consegue che il rapporto assicurativo intercorre direttamente ed esclusivamente tra l’ASL Roma C e lo stesso sindacato NewLine.

In altri termini, non è dubbio che la L. sia corrispondente italiano dei Lloyd’s, ma tanto dimostra che il suo è un rapporto indiretto con l’ASL, atteso che il soggetto assicuratore è il sindacato NewLine, aggiudicatario della gara, titolare della polizza, quindi titolare – unico – del rapporto contrattuale con l’ASL. In quanto corrispondente italiano dei Lloyd’s, L., invece, è a sua volta broker incaricato della esecuzione e gestione della polizza mediante rapporto interno con gli stessi Lloyd’s, ai quali non può sostituirsi in sede processuale, sicché è priva di legittimazione attiva a dolersi della contestata proroga (o, se si vuole, rinnovo) da parte dell’ASL in favore del proprio broker fiduciario AON, incaricato a sua volta dall’assicurata della gestione della polizza.

D’altra parte, con nota 5 maggio 2009, depositata in primo grado dall’ASL, il General manager dell’Ufficio italiano dei Lloyd’s ha chiarito che la L. "è un corrispondente dei Lloyd’s, vale a dire un intermediario assicurativo italiano autorizzato al piazzamento di contratti d’assicurazione presso il mercato dei Lloyd’s, attraverso una ulteriore mediazione prestata da un Lloyd’s broker che opera – al contrario – in territorio inglese". In tale veste, la medesima "non ha alcun titolo di rappresentanza dei Lloyd’s in Italia, né detiene poteri per vincolare gli Assicuratori (a titolo esemplificativo ma non esaustivo, L. non può sottoscrivere contratti di assicurazione in nome e per conto degli Assicuratori del Lloyd’s)". Con l’ulteriore, dirimente precisazione che "il Corrispondente dei Lloyd’s non costituisce parte del contratto".

Resta pertanto confermata anche per questa via la statuita carenza di legittimazione attiva, con la conseguenza che l’appello non può che essere respinto.

E ciò anche con riguardo al capo dell’appellata sentenza riguardante la condanna al pagamento delle spese di causa, in applicazione del consolidato principio giurisprudenziale, a cui il Collegio aderisce, secondo cui nel giudizio d’appello la pronunzia del giudice di primo grado in ordine alla condanna alle spese del giudizio è sindacabile solo quando esse siano state poste a carico di una parte non soccombente, oppure quando la relativa statuizione risulti manifestamente irrazionale, e non quando la condanna sia stata disposta, com’è nella specie, in base al criterio della soccombenza alla quale è assimilabile la declaratoria di inammissibilità del ricorso (cfr., tra le più recenti, Cons. St., sez. VI, 19 giugno 2009 n. 4134).

Tuttavia, tali conclusioni non ostano ad una diversa valutazione in questa sede, sicché la Sezione, valorizzando ai fini in questione la peculiarità delle questioni sottoposte al suo esame, in effetti dispone la compensazione tra tutte le parti presenti delle spese del grado.
P.Q.M.

definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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