Cass. pen. Sez. I, Sent., (ud. 27-01-2011) 02-03-2011, n. 8054 Indulto

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

F.G. ricorre per cassazione avverso l’ordinanza 29.3.2010 del tribunale di Napoli, in composizione monocratica, che, in sede esecutiva, rigettava l’applicazione dell’indulto ex L. n. 241 del 2006 ai reati di cui a pregresse sentenze di condanna, rilevando che la causa estintiva della pena, ove concessa, avrebbe dovuto essere subito dopo revocata per aver commesso il F. alla data dell’11.5.2009, successivamente quindi all’entrata in vigore della L. n. 241 del 2006, delitti per i quali aveva riportato condanna ad una pena detentiva superiore a due anni. Ad avviso del ricorrente il giudice dell’esecuzione sarebbe incorso in una violazione di legge per il fatto che la revoca presupponeva già che l’indulto fosse stato applicato, il che non era avvenuto nella specie.

Il ricorso è manifestamente infondato.

Devesi premettere, contrastando le conclusioni del P.G., che il provvedimento è stato emesso in seguito ad una udienza camerale partecipata e promossa dal P.M. per la revoca della sospensione condizionale, in precedenza concessa,della pena e nel corso della quale il difensore ha dichiarato di rimettersi al giudice ed ha contestualmente richiesto l’applicazione dell’indulto.

Ma correttamente la richiesta è stata respinta dal giudice della esecuzione: invero l’argomento difensivo è del tutto illogico e, a tacer d’altro, contrasterebbe con il principio della ragionevolezza:

non avrebbe senso, infatti, applicare un beneficio, la causa estintiva della pena, che dovrebbe subito dopo essere revocato per la sussistenza, ancor prima della sua applicazione, di una causa di revoca. Segue ex art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle Ammende non risultando assenza di colpa del ricorrente nella proposizione del ricorso (sent. Corte Cost. 186/2000).
P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento ed al versamento di Euro mille alla cassa delle ammende.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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