T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, Sent., 02-03-2011, n. 1932 Carenza di interesse sopravvenuta

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

Con il ricorso introduttivo del giudizio i ricorrenti hanno impugnato il decreto ministeriale n. 927 del 1990, deducendo censure attinenti violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili, ed evidenziando quanto segue.

In particolare, i ricorrenti – dipendenti del Ministero degli Affari Esteri con la qualifica di Coadiutore, oltre ad aver prestato servizio presso l’Amministrazione centrale, sono stati assegnati presso varie sedi estere – hanno contestato le modalità e gli effetti dello loro promozione alla qualifica di Coadiutore Principale, proponendo un unico articolato motivo di ricorso lamentando la violazione dell’art. 155, commi 2 e 3, l.n. 312/1980, dell’art. 50 del DPR n. 18/1967, dell’art. 127 del DPR n. 1077/1970 e degli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione, oltre che la violazione dei principi generali dettati in tema di azione amministrativa ed il vizio di eccesso di potere.

Tale progressione, nella vigenza dell’art. 127 del DPR n. 18/1967 e dell’art. 50 del DPR n. 1077/1970, avveniva mediante scrutinio per merito comparativo assoluto.

Alla data del 13.7.1980, però, è entrata in vigore la legge n. 312/1980 (recante il nuovo assetto retributivo e funzionale del personale civile e militare dello Stato), con la quale è stato previsto l’inquadramento provvisorio nella 4^ fascia funzionale sia dei Coadiutori che dei Coadiutori Principali. L’articolo 155, comma 1, di tale legge ha fatto salvo gli scrutini di avanzamento alle predette qualifiche decorrenti con effetto dal 1°.1.1980 e, al secondo comma, ha fatto salvi anche gli scrutini di cui al citato comma 1 per posti disponibili fino all’entrata in vigore della legge (cioè, al 13.7.1980).

Con D.M. 8 febbraio 1990 n. 927, l’Amministrazione ha disposto la promozione degli interessati "ora per allora" alla qualifica di Coadiutore Principale a decorrere dal 1°.1.1983, ai sensi dell’art. 155, comma 1, l.n. 312/1980, ma ha anche previsto che resta fermo nei confronti dei Coadiutori Principali, il trattamento economico già in godimento riferito al IV° livello retributivo (articolo 13), con la conseguenza che detta promozione non ha avuto alcun effetto positivo circa il pagamento dell’indennità di servizio all’estero in favore dei ricorrenti dal 1.1.84 in poi, la cui misura è rapportata alla qualifica posseduta al momento dell’assegnazione presso una sede estera. Inoltre, con il D.M. n. 927/1990 è stata implicitamente negata l’applicazione dell’ulteriore beneficio di cui al terzo comma dello stesso articolo 155 della legge n. 312 del 1980.

Ritenendo erronee ed illegittime le determinazioni assunte dall’Amministrazione, i ricorrenti hanno proposto ricorso dinanzi al TAR del Lazio, proponendo le domande indicate in epigrafe.

L’Amministrazione resistente non si è costituita in giudizio.

All’udienza del 10 febbraio 2011 il difensore dei ricorrenti ha rappresentato che gli stessi non hanno più interesse a coltivare il ricorso.

Preso atto di ciò, il Collegio ritiene di dover dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Nulla va disposto per le spese, attesa la mancata costituzione in giudizio dell’Amministrazione resistente.
P.Q.M.

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Nulla per le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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