Cass. pen. Sez. I, Sent., (ud. 18-02-2011) 16-03-2011, n. 11049 Reato continuato e concorso formale

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

M.A. ricorre per cassazione avverso l’ordinanza 23/28.4.2010 della corte di appello di Napoli che, in sede esecutiva, rigettava la di lui istanza volta al riconoscimento del nesso di continuazione tra i reati di cui rispettivamente alle sentenze della stessa Corte in data 23.4.1999 e 7.6.2002.

Ad avviso della corte di appello i reati di tenta estorsione, di violazione della disciplina sulle armi e di associazione a delinquere di stampo mafioso non potevano essere collegati, malgrado la loro "contigua collocazione temporale e l’omogeneità con parte della attività criminosa della associazione ", perchè il giudice di merito aveva escluso, per il delitto di tentata estorsione, l’aggravante della L. n. 203 del 1991, art. 7.

Ma proprio questo dato è contestato con fondamento dal ricorrente che in base proprio al riconoscimento giudiziale della aggravante rinviene una seria ragione per doversi riconoscere il nesso della continuazione.

Il giudice del rinvio dovrà rivisitare la sua pregressa decisione in base al dato rilevato dal ricorrente ed emergente dalla motivazione e dal dispositivo della sentenza di condanna del prevenuto per la tentata estorsione.
P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame alla corte di appello di Napoli.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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