Cass. pen. Sez. I, Sent., (ud. 26-01-2011) 23-03-2011, n. 11599 Demolizione di costruzioni abusive

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

Con sentenza 14/1/10 il Tribunale di Rossano condannava G. A. alla pena di 200 Euro di ammenda per il reato (in (OMISSIS)) di mancata ottemperanza all’ordine di demolizione entro 90 gg emesso il 18/10/05 (e notificato il 19/10/05) dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Longobucco per ragioni di ordine pubblico, in riferimento a costruzioni abusive da quello realizzate in località (OMISSIS).

In particolare, argomenta il giudice, se il soggetto avesse ritenuto di non essere il destinatario del provvedimento, avrebbe dovuto impugnarlo in sede amministrativa o dimostrarlo in sede penale.

Ricorreva per cassazione la difesa dell’imputato, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione: in via preliminare osservava come non sussistesse il reato contestato posto che l’illecito era diversamente sanzionabile (con esecuzione in forma coattiva), come il provvedimento non avesse idonea motivazione (circa le affermate ragioni di ordine pubblico), nè indicasse quali fossero i lavori da eseguire; nel merito rilevava come l’unico teste escusso non avesse saputo indicare perchè il G. fosse stato individuato come destinatario dell’ordinanza in questione; lamentato poi il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e segnalato, infine, il compiuto decorso del tempo prescrizionale.

Alla pubblica udienza fissata per la discussione, assente la parte ricorrente, il PG concludeva per il rigetto del ricorso.

Il ricorso è fondato. Non ancora prescritto al momento dell’impugnazione (con gli atti interruttivi si sarebbe prescritto solo il 19/01/2011), il reato contestato difetta peraltro di un presupposto fondamentale per la sua sussistenza: l’ordine di demolizione non può qualificarsi ex se come reso per ragioni di ordine pubblico, ma va specificato in cosa queste ragioni consistano, diversamente esso riguarda solo le ragioni di riassetto urbanistico (non di ordine pubblico) che sottendono a questa parte della normativa edilizia (per tutte v. Cass., 3^, sent. n. 4696 del 24/1/94, dep. 23/4/94, rv. 197493, Di Modica).

La sentenza va pertanto annullata, senza rinvio, perchè il fatto non sussiste ( art. 129 c.p.p.). Assorbite le ulteriori doglianze.
P.Q.M.

annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non sussiste.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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