T.A.R. Sicilia Palermo Sez. I, Sent., 23-03-2011, n. 544 Legittimità o illegittimità dell’atto Concessione per nuove costruzioni Edilizia e urbanistica

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo

Con ricorso, notificato il 14 novembre 2007 e depositato il giorno 26 successivo, la società "P." s.p.a. in amministrazione straordinaria esponeva di essere proprietaria di un terreno ubicato nell’isola di Marettimo, distinto in catasto al foglio n. 6, particelle nn. 38, 42, 43 e 49.

Con autorizzazione edilizia p.e. n. 39/06 del 21 novembre 2006, il Comune di Favignana aveva autorizzato il signor T.F. ad eseguire lavori di manutenzione straordinaria di un fabbricato sito proprio sulla suindicata part. n. 43, richiamando in premessa dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà, con i quali questi si era dichiarato proprietario.

Tali interventi erano stati autorizzati anche dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione di Trapani con nulla osta prot. n. 1898 del 26 aprile 2006.

La ricorrente ha chiesto l’annullamento, previa sospensiva e vinte le spese, di tali provvedimenti, per i seguenti motivi:

1) Carenza di istruttoria. Eccesso di potere. Difetto dei presupposti. Violazione dei principi di buon andamento e dell’imparzialità della P.A.. Violazione e falsa applicazione dell’art. 36 della l.r. 27 dicembre 1978, n. 71 e succ. modifiche ed integrazioni e dell’art. 4 della l. n. 10/1977 e succ. modifiche ed integrazioni.

L’autorizzazione edilizia sarebbe illegittima, in quanto adottata in assoluto difetto dei presupposti normativi all’uopo previsti, nonché senza alcuna istruttoria da parte del Comune, che non avrebbe verificato la sussistenza in capo al signor Torrente di un titolo legittimante alla richiesta, nonostante l’acquisizione, in sede istruttoria, di documenti attestanti la proprietà dell’immobile in capo a P..

2) Violazione e falsa applicazione delle prescrizioni del PTP dell’arcipelago delle isole Egadi. Violazione degli artt. 136 e 146 del d.lgs.vo 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio). Illegittimità derivata. Difetto di motivazione ed istruttoria. Carenza dei presupposti. Eccesso di potere. Irragionevolezza.

Il Comune di Favignana, seppur intimato, non si è costituito in giudizio.

Per le Amministrazioni regionali intimate si è costituita in giudizio l’Avvocatura dello Stato.

Con ordinanza n. 303 del 14 dicembre 2007 è stata disposta l’acquisizione di tutte le istanze e gli atti posti alla base della istruttoria finalizzata al rilascio della autorizzazione edilizia impugnata.

Tale istruttoria non è stata eseguita.

Alla pubblica udienza del 22 febbraio 2011, su conforme richiesta dei difensori delle parti, il gravame è stato posto in decisione.
Motivi della decisione

Il ricorso ha ad oggetto l’autorizzazione edilizia rilasciata dal Comune di Favignana al signor T.F. (controinteressato) per eseguire lavori di manutenzione straordinaria del fabbricato sito sull’isola di Marettimo, censito in catasto al foglio 6, part. n. 43.

Tale provvedimento è stato impugnato dalla società "P." s.p.a. in amministrazione straordinaria, in quanto proprietaria del terreno in questione, come risultante dalle visure catastali versate in atti.

Con il primo motivo si deduce che: mancherebbero i presupposti per il rilascio di provvedimenti abilitativi del tipo di quelli impugnati, non essendo il controinteressato legittimato all’esecuzione di interventi edilizi sull’immobile in questione; l’istruttoria sarebbe carente, non avendo il Comune verificato la esistenza di un titolo legittimante l’attività edificatoria nonostante l’acquisizione di documenti attestanti la proprietà del terreno in capo a P..

La doglianza è fondata alla luce del consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo il quale dall’art. 11, comma 1, del D.P.R. n. 380/2001, laddove si prevede che "il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi abbia titolo per richiederlo", si ricava il principio in forza del quale il Comune, nel corso dell’istruttoria, deve verificare l’esistenza del titolo per intervenire sull’immobile, da intendersi quale diritto di proprietà o altro diritto reale o personale di godimento. Tale verifica costituisce, pertanto, un presupposto, la cui mancanza impedisce di procedere nell’esame del progetto, pur dovendosi escludere un obbligo di effettuare complessi accertamenti diretti a ricostruire tutte le vicende riguardanti l’immobile (in tal senso Consiglio Stato, IV, 4 maggio 2010, n. 2546; V, 7 settembre 2007, n. 4703; TAR Lombardia Milano, II, 31 marzo 2010, n. 842; TAR Marche, I, 5 agosto 2009, n. 878; TAR Campania Napoli, VII, 12 dicembre 2007, n. 16213).

Nella specie dal provvedimento impugnato risulta che il Comune di Favignana si è limitato ad acquisire dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà, con le quali il controinteressato ha affermato di essere proprietario dell’immobile.

Non emergendo, malgrado la risultanza catastale della proprietà del fondo in capo alla ricorrente, nessuna attività di verifica della veridicità di tali affermazioni, il Collegio ha disposto l’acquisizione di tutti gli atti posti alla base della autorizzazione edilizia impugnata.

Tale incombente non è stata eseguito, cosicchè va applicato l’art. 116 c.p.c., in forza del quale deve darsi per provata l’affermazione del ricorrente ove l’Amministrazione intimata abbia omesso di depositare in giudizio i documenti richiesti dal collegio giudicante, perché ritenuti determinanti per la definizione della controversia, semprechè, naturalmente, manchino elementi di segno obiettivamente contrari (in tal senso, fra le tantissime, Consiglio di Stato, V, 11 maggio 2009, n. 2867).

Deve, pertanto, ritenersi che il Comune di Favignana abbia rilasciato l’autorizzazione edilizia solo sulla base della dichiarazione di titolarità della proprietà fatta dall’interessato, pur se smentita dalle visure catastali in atti.

La verifica della fondatezza del primo motivo, avente evidente carattere assorbente, consente di omettere l’esame del secondo, il quale ha ad oggetto la violazione delle prescrizioni dettate dal piano territoriale paesaggistico delle isole Egadi e si riferisce, oltre che alla autorizzazione edilizia, al nulla osta della Soprintendenza.

Concludendo, per tutte le considerazioni sin qui svolte, il ricorso è fondato e va accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.

Le spese seguono la soccombenza e vengono poste, nella misura di cui in dispositivo, a carico del solo Comune di Favignana, non essendosi reso necessario lo scrutinio di legittimità relativamente all’impugnato provvedimento della Soprintendenza di Trapani.
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Condanna il Comune di Favignana al pagamento delle spese di giudizio, che liquida in complessivi Euro 6.000,00 (seimila/00), oltre accessori, se e in quanto dovuti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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