Cass. pen. Sez. VI, Sent., (ud. 13-01-2011) 28-03-2011, n. 12402 Detenzione, spaccio, cessione, acquisto

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo

1.- Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Salerno confermava la penale responsabilità di:

– A.L. per il reato ex art. 110 c.p., D.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, commi 1 e 4, (concorso in detenzione di 3 kg. di hashish e di marijuana);

– A.V. per il reato L. n. 497 del 1974, ex artt. 10, 12, 14 (detenzione di un fucile a canne mozze);

– M.G. e S.G. per il reato ex artt. 453 e 455 c.p. (concorso in detenzione di banconote false).

2.- Propongono ricorso per cassazione gl’imputati.

3.- A.L.:

a.- denuncia il vizio di motivazione sulla sua confermata responsabilità, non essendosi tenuto conto delle circostanze e delle ragioni del suo intervento per occultare il borsone con la droga;

b.- si duole, inoltre, della misura della pena.

4.- A.V. denuncia violazione di legge in relazione alla L. n. 497 del 1974, art. 5, ricordando che la casa in cui si trovava l’arma era nella disponibilità di molte persone, in stato di abbandono e scevra di porte.

5.- M.G. denuncia il vizio di motivazione in ordine:

a.- all’esclusione della grossolanità del falso;

b.- al diniego delle attenuanti generiche.

6.- S.G. denuncia il vizio di motivazione in ordine:

a.- alla ritenuta sussistenza del falso;

b.- alla esclusione della sua grossolanità;

c.- al diniego delle attenuanti generiche prevalenti.
Motivi della decisione

I ricorsi sono inammissibili.

Si osserva, invero, in ordine alle doglianze di cui sopra:

– sub 3.a., che la stessa ha carattere chiaramente valutativo e urta in modo stridente coi dati della previa cognizione, da parte della donna, della droga custodita, e della pronta e decisa azione (indicativa di una disponibilità sostanziale e integrante comunque per se stessa detenzione illecita) da lei posta in essere per occultarla;

– sub 3.b., che la congiunta motivazione delle sentenze di merito ha reso congrua motivazione sulla misura della pena inflitta alla A.;

– sub 4., che la stessa ha carattere generico e valutativo ed è del tutto inidonee a incrinare la tenuta logica della motivazione resa sul punto dalla sentenza impugnata;

– sub 5.a. e 6.b., che si tratta di rilievi puramente assertivi e di fatto;

– sub 6.a., che trattasi di rilievo nuovo e contrastante con quello di cui sub 6.b.;

– sub 5.b. e 6.c., che trattasi di censure che intendono sottoporre al giudizio di legittimità una valutazione, quale quella relativa alla concessione o meno delle attenuanti generiche, che rientra nella facoltà discrezionale del giudice e, come tale, è sottratta al sindacato di legittimità ove – come appunto nella specie (v. il richiamo ai precedenti penali) – corredata di una motivazione idonea a far emergere la ragione della concreta scelta operata.

Alla declaratoria di inammissibilità dei ricorsi consegue ex art. 616 c.p.p. la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che, in relazione alle questioni dedotte, si ritiene equo determinare in Euro 1000,00 (mille) ciascuno.
P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.000,00 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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