Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia Milano n. 2037/2009

nelle persone dei Signori:

DOMENICO GIORDANO Presidente

STEFANO COZZI Ref., relatore

FABRIZIO FORNATARO Ref.

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella Camera di Consiglio del 19 Marzo 2009

Visto il ricorso 505/2009 proposto da:

CORDESCHI FRAMCO

rappresentato e difeso da:

CUOMO PASQUALE

con domicilio eletto in MILANO 7223AF

VIA COSIMO DEL FANTE, 2

presso

CUOMO PASQUALE

contro

COMANDO GENERALE ARMA DEI CARABINIERI

rappresentato e difeso da:

AVVOCATURA DISTR. DELLO STATO

con domicilio in MILANO

VIA FREGUGLIA, 1

presso la sua sede;

avverso il diniego tacito

ai sensi dell’art. 25 comma 4 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, formatosi sulla domanda di accesso agli atti del procedimento amministrativo ex art. 75 d.P.R. 545/86 presentata il 12 gennaio 2009;

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di:

COMANDO GENERALE ARMA DEI CARABINIERI

Udito il relatore Ref. STEFANO COZZI e uditi altresì i procuratori delle parti presenti come da verbale;

Considerato in fatto e in diritto quanto segue:

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente è un sottufficiale dell’Arma dei carabinieri.

In data 12 gennaio 2009 presentava domanda di accesso agli atti all’amministrazione resistente al fine di conseguire visione e copia della documentazione afferente ad un procedimento in corso, volto alla cancellazione degli effetti delle sanzioni di corpo da egli riportate.

Non ottenendo risposta nel termine di trenta giorni di cui all’art. 25, comma 4, della legge n. 241/90, ha depositato ricorso innanzi a questo Tribunale, affinché l’amministrazione venisse condannata al rilascio della documentazione richiesta.

In prossimità della Camera di Consiglio, l’autorità amministrativa ha depositato in giudizio una relazione, nella quale si dichiara che all’istanza del ricorrente è stato dato positivo riscontro con nota del 13 marzo 2009, e che allo stesso è stato quindi assentito l’accesso alla documentazione di interesse.

Nella Camera di Consiglio del 19 marzo 2009, il procuratore del ricorrente ha confermato quanto sopra.

Il Collegio deve quindi dichiarare, ai sensi dell’art. 27, comma 7, della legge 6 dicembre 1971 n. 1034, la cessazione della materia del contendere, avendo l’amministrazione adottato un provvedimento integralmente sattisfattivo delle istanze del ricorrente.

Per ciò che concerne le spese di giudizio, occorre osservare che il dies a quo dal quale decorre il termine di trenta giorni, di cui al succitato art. 25 della legge 7 agosto 1990 n. 241, concesso alla pubblica amministrazione per riscontrare le istanze di accesso agli atti, decorre dal momento in cui tali istanze sono depositate presso le amministrazioni, e non già dal momento successivo in cui queste vengono materialmente diramate presso gli uffici competenti; giacché, in caso contrario, il termine potrebbe essere illimitatamente dilatato a seconda dei tempi in cui le varie articolazioni amministrative si scambiano le comunicazioni interne.

L’interessato ha depositato in giudizio copia della sua domanda di accesso agli atti sulla quale è apposto il timbro di ricezione della stessa, da parte del 3^ Battaglione Carabinieri Lombardia, recante la data del 12 gennaio 2009: è da tale momento dunque che è iniziato a decorrere il termine per il riscontro alla predetta istanza; mentre a nulla può valere il fatto il 3^ Battaglione Carabinieri abbia trasmesso l’istanza stessa alla Direzione Generale per il Personale Militare il giorno 20 febbraio 2009.

L’amministrazione, come visto, ha risposto solo in data 13 marzo 2009, ben dopo la scadenza del termine previsto dalla legge, costringendo quindi l’interessato a proporre il presente ricorso.

Le spese di giudizio debbono pertanto essere poste a suo carico.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sez. III, definitivamente pronunciando, dichiara cessata la materia del contendere.

Condanna l’amministrazione a rifondere le spese di giudizio, che liquida in € 1.000,00 oltre IVA e C.P.A. se dovute.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Milano, nella Camera di Consiglio del 19 marzo 2009, con l’intervento dei magistrati:

Domenico Giordano – Presidente

Stefano Cozzi – Referendario est.

Fabrizio Fornataro – Referendario

N.R.G. «505/09 »

Fonte: www.giustizia-amministrativa.it

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