Cassazione civile anno 2005 n. 1606 Ricorso Contratto

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole

Svolgimento del processo
G. S., dicendosi creditore di B. P., ha chiesto che sia dichiarata l’inefficacia, nei suoi confronti, perchè pregiudizievole delle sue ragioni, del contratto di compravendita di un immobile concluso dalla B. (venditrice) con R. C. (acquirente).
La domanda è stata accolta dal tribunale di Lucca con sentenza confermata dalla Corte di appello di Firenze che ha, in particolare, evidenziato come sia del tutto mancata la prova di un precedente contratto preliminare che, come eccepito, rendeva dovuto il contratto definitivo sottraendolo così alla azione revocatoria.
R. C. ha impugnato questa sentenza con ricorso per Cassazione sostenuto da due motivi.
G. S. resiste con controricorso proponendo a sua volta ricorso incidentale.
Resiste con controricorso anche la società S., già intervenuta nel giudizio di appello perchè cessionaria del credito del S..
Sia il C. sia il S. hanno depositato memorie.

Motivi della decisione
Con il primo motivo il C. addebita alla Corte di merito l’errore di avere negato la possibilità di considerare il contratto definitivo di compravendita come atto dovuto in forza di precedente contratto preliminare solo perchè è mancata la prova scritta di tale contratto e, comunque, della sua data e della sua trascrizione, così ignorando che il predetto negozio giuridico, essendo invocato come fatto storico da un soggetto diverso dalle parti che lo hanno stipulato, poteva essere provato anche con presunzioni o con testimoni.
Il motivo muove da una errata lettura della sentenza impugnata che non ha affatto affermato la necessità della prova scritta del contratto preliminare ma ha più radicalmente affermato che è mancata qualsiasi prova della pregressa stipulazione di un contratto dotato dei necessari requisiti di validità ed efficacia dato che tale prova non può certo desumersi dalla condotta del S., che, in primo grado, ha solo ammesso di "avere sentito dire che la B. si accingeva a vendere l’immobile al C. e non già che aveva in qualche modo potuto vedere un preliminare sottoscritto dagli interessati".
E’ ben vero che nella sentenza si richiamano espressamente le disposizioni degli artt. 1350 n. 1, 1351, 2645 bis e 27 04 cod. civ. – "in connessione con l’onere della prova di chi propone eccezioni".
Ma il riferimento serve per evidenziare non la necessità della prova scritta o della trascrizione del contratto preliminare ma la necessità che la prova avesse per oggetto la presenza dei requisiti necessari per rendere giuridicamente vincolante per le parti il preliminare.
2. Con il secondo motivo si denuncia "omessa motivazione su punto decisivo della controversia – art. 360 n. 5 c.p.c.".
Si sostiene che il giudice di merito ha del tutto ignorato i motivi di appello che investivano l’accertamento del tutto immotivato della conoscenza certa e documentata della preesistenza del credito da parte del C..
Si Chiarisce che tale conoscenza non può essere legata alla circostanza che il C. è stato telefonicamente informato della situazione debitoria della B. perchè tale informazione, provenendo da una parte interessata, non può essere sufficiente prova del fatto riferito.
2.1. Il motivo è fondato per quanto di ragione.
La consapevolezza, nel terzo, del pregiudizio arrecato alle ragioni dei creditori dell’alienante è condizione necessaria della azione revocatoria ordinaria (ai sensi dell’art. 2901 cod. civ.).
Il giudice di primo grado ha espressamente precisato di avere tratto tale prova dalle stesse dichiarazioni rese dal C. nell’interrogatorio formale, in cui ha riconosciuto di avere ricevuto, prima della sottoscrizione del contratto definitivo di compravendita, una telefonata del Siena che, appunto, lo informava del credito dallo stesso vantato nei confronti della B..
Ma tale accertamento è stato espressamente criticato dal C. con specifico motivo di appello nel quale evidenziava come la comunicazione telefonica del S., persona a quel tempo sconosciuta al C., non potesse considerarsi sufficiente motivo di certezza della reale esistenza del credito che l’atto di compravendita avrebbe pregiudicato.
Nella motivazione della sentenza impugnata tale censura, della quale si da tuttavia atto nella esposizione dei fatti e dello svolgimento del processo, è del tutto ignorata.
Questa Corte ha ripetutamente chiarito, recentemente anche nella sentenza n. 1170 del 2004, che l’omessa pronuncia su un motivo di appello integra un difetto di attività del giudice di secondo grado che deve essere fatto valere dal ricorrente non con la denuncia della violazione di una norma di diritto sostanziale o del vizio di motivazione ex art. 360 n. 5 c.p.c., in quanto siffatte censure presuppongono che il giudice del merito abbia preso in esame la questione oggetto di doglianza e l’abbia risolta in modo giuridicamente non corretto ovvero senza giustificare (o non giustificando adeguatamente) la decisone al riguardo resa, ma attraverso la specifica deduzione dell’error in procedendo e della violazione dell’art. 112 c.p.c..
Nel caso in esame, nonostante l’epigrafe, che fa solo riferimento alla disposizione dell’art. 360 n. 5 c.p.c., e nonostante la generale prospettiva nella quale si colloca il ricorrente nella esposizione del motivo di ricorso, ove il vizio è qualificato come di motivazione, deve ritenersi che non manchi anche un preciso riferimento alla omessa pronuncia del giudice di merito avendo il ricorrente espressamente dedotto che il suo motivo di appello, che "investe un punto decisivo della controversia", non è stato "degnato neanche di un rigo di motivazione" dalla Corte di appello.
Deve perciò ritenersi che il ricorso sia stato proposto anche sotto il profilo dell’error in procedendo per violazione dell’art. 112 c.p.c..
Nel ricorso per Cassazione, infatti, l’indicazione delle norme di cui si denuncia la violazione non è fine a se stessa ma ha lo scopo di chiarire il contenuto dei motivi ed i limiti della impugnazione con la conseguenza che la sua omissione non comporta inammissibilità del gravame se gli argomenti addotti dal ricorrente consentono nel loro insieme di individuare la norma o il principio di diritto che si assume violato (sent. 2469/2003).
Siccome dedotto con specifico motivo di ricorso il vizio come sopra accertato deve essere dunque rilevato in questa sede con conseguente annullamento sul punto della decisione impugnata e rinvio, anche per le spese, al giudice di merito per l’esame del motivo di appello ignorato nella sentenza impugnata.
3. Tale annullamento non è, infatti, impedito dal ricorso incidentale condizionato con il quale il S. denuncia la "violazione e falsa applicazione dell’art. 1901 comma terzo c.p.c., in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c." sostenendo testualmente "la Corte ritiene implicitamente che ove fosse provata l’esistenza del preliminare avente data certa o obbligazioni per il ricorrente sussisterebbe una causa impeditivi nella revocatoria ex 2903 co. 3 c.p.c." ed aggiungendo che "tale norma, infatti, come risulta dal preciso tenore letterale, è volta a sollevare il debitore revocatoria quanto alla dovuta adempienza del debito scaduto. Il terzo Sig. C. non può dunque in ogni caso avvalersi di un esistente che non attiene alla sua posizione".
Si tratta, infatti, di un motivo incomprensibile e per ciò stesso inammissibile perchè privo del necessario requisito di specificità.
Il ricorso è, per altro, condizionato, come chiarito nella memoria del S., solo all’accoglimento del primo motivo del ricorso principale che, come si è detto, deve essere disatteso.
4. Al giudice di rinvio deve essere rimessa anche la pronuncia sulle spese di questo giudizio.

P. Q. M.
La Corte, accoglie il secondo motivo del ricorso principale, rigetta il primo motivo del medesimo ricorso, dichiara inammissibile il ricorso incidentale; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese ad altra sezione della Corte di appello di Firenze.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 6 dicembre 2004.
Depositato in Cancelleria il 26 gennaio 2005

Testo non ufficiale. La sola stampa del dispositivo ufficiale ha carattere legale.

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