Cassazione civile anno 2005 n. 1452 Contributi INPDAI Pensione di anzianità e vecchiaia

PREVIDENZA SOCIALE

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole

Svolgimento del processo
Con sentenza dell’8 marzo 2002 il Tribunale di Roma, decidendo sull’appello proposto da X X nei confronti dell’X, avverso sentenza del Pretore della medesima città, rigettava l’appello confermando il rigetto della domanda avente ad oggetto la decorrenza della pensione di anzianità dal 1^ luglio 1997, anzichè dal 1^ gennaio 1997. Osservava in motivazione che l’unico punto controverso era la data di maturazione del diritto a pensione, avendo il Risotto presentato il 3 giugno 1997 all’X domanda di ricongiunzione della contribuzione X e contestualmente versato per il mese giugno contribuzione volontaria all’X, essendo stato sino al maggio assicurato presso l’X. Concludeva che si deve intendere coperto il periodo assicurativo sino al 30 giugno 1997, con la conseguenza che il diritto si finisce di completare in tale ultima data e si rende disponibile al 1.7.1997. Da tale momento il requisito dunque può considerarsi raggiunto e consolidata la situazione di piena spettanza del titolare. Rigettava, quindi, la domanda risarcitoria nei confronti dell’X mancando la prova della imputabilità del danno. Propone ricorso per Cassazione affidato a due motivi il X, illustrato poi con memoria; resiste con controricorso l’X.

Motivi della decisione
Vanno preliminarmente esaminati gli effetti del art. 2 della legge 27.12.2002 n. 289 che ha disposto: "1. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali (X), costituito con legge 27 dicembre 1953, n. 967, è soppresso e tutte le strutture e te funzioni sono trasferite all’X, che succede mi relativi rapporti attivi e passivi." Il venir meno di una parte non determina nel giudizio di Cassazione l’interruzione del processo che deve proseguire attesa la natura officiale del giudizio di Cassazione, cfr. da ultimo Cass. n. 8708 del 2000.
Con il primo motivo, denunziando la violazione dell’art. 5 della legge n. 44 del 1973 e 29 (rectius art. 1, comma 29) della legge n. 335 del 1995 ed il vizio di motivazione, il ricorrente deduce che, a norma della tabella E, allegata alla legge n. 335, cui fa rinvio per la decorrenza delle pensioni di anzianità il comma 29 dell’art. 1 della legge n. 335 del 1995, alla maturazione del requisito contributivo entro il 30 giugno 1997 corrisponde il diritto a pensione con decorrenza dal 1^ luglio 1997, mentre per la stessa tabella alla maturazione del requisito entro il 31.12.1997 corrisponde la data di decorrenza del 1.1.1998. Aggiunge che avendo nel giugno chiesto all’X la ricongiunzione dei contributi X, ricongiunzione che per legge ha effetto dal primo giorno del mese della domanda, e versato il contributo volontario per il mese di giugno, ha maturato in detto mese il requisito contributivo presso l’X. La censura è fondata. Va premesso che non è controverso che il X avesse già nel maggio 1997 i requisiti di contribuzione per accedere alla pensione di anzianità, quelli per accedere alla prosecuzione volontaria presso l’X, che la domanda di ricongiunzione della contribuzione ex art. 5 della legge n. 44 del 1973 opera retroattivamente al primo giorno del mese in cui sia stata presentata la domanda e che questa è stata presentata all’X nel giugno 1997. Per stabilire la data di maturazione del requisito contributivo presso l’X occorre stabilire la data in cui ha effetto la reinscrizione all’X del X per effetto della domanda di prosecuzione volontaria, perchè solo da quel momento il lavoratore poteva avanzare la domanda di prestazione all’X ed aveva effetto la domanda di ricongiunzione. Se per la reinscrizione volontaria è richiesto il versamento minimo di un mese di contribuzione, non è dubitabile che con la domanda ed il versamento della contribuzione volontaria il X sia iscritto nuovamente all’X con effetto dal periodo per il quale ha chiesto di essere ammesso alla prosecuzione volontaria e cioè dal giugno 1997. La contribuzione volontaria per un mese costituisce la contribuzione minima prevista dalle norme regolamentari per la prosecuzione volontaria e non un termine al compimento del quale si ha diritto all’iscrizione. Nel caso di prosecuzione volontaria dell’assicurazione riscrizione opera dal giorno della domanda, in virtù del richiamo contenuto nell’art. 7 della legge n. 44 del 1971 della normativa generale dell’AGO di cui al DPR n. 1472 del 1971 e successive modificazioni, ed il tempestivo pagamento della contribuzione è requisito di efficacia di detta iscrizione. Peraltro alla pacifica imputazione della contribuzione al mese giugno deve corrispondere la protezione assicurativa o iscrizione in detto mese.
Non giova all’X il richiamo al precedente costituito dalla sentenza n. 15273 del 2001 nella quale si è escluso soltanto che il versamento della contribuzione volontaria per il mese di agosto facesse retroagire riscrizione e il diritto al mese precedente e si è afFermato che il requisito contributivo è maturato nel mese di agosto, mentre nella presente controversia l’X e la sentenza impugnata sostengono che il diritto sarebbe maturato nel mese successivo a quello di prosecuzione volontaria. Nè possono essere richiamate le sentenze n. 5766 e 15040 del 2001 che hanno solo sottolineato che la data di maturazione del diritto per l’accesso alle finestre per il pensionamento anticipato è quella dell’Istituto previdenziale al quale, al momento della domanda, il lavoratore è iscritto e nel caso di passaggio dall’X all’X, non rilevava se in precedenza presso l’X si era in possesso del requisito contributivo, potendo i lavoratori ricongiungere la precedente contribuzione e farla valere presso l’X solo dopo un quinquennio di iscrizione a questo Istituto. Il X, invece, aveva già il quinquennio di contribuzione presso l’X e per ottenere la ricongiunzione doveva soltanto iscriversi di nuovo presso questo istituto.
La sentenza impugnata, che ha erroneamente ritenuto che rassicurazione per effetto della domanda di prosecuzione volontaria maturi dopo un mese dalla domanda, va cassata. Il secondo motivo, che contesta il rigetto della domanda di risarcimento del danno per le erronee informazioni dei funzionari dell’X sulla decorrenza della pensione, resta assorbito dall’accoglimento del primo motivo.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito con raccoglimento della domanda di accertamento del diritto alla decorrenza della pensione di anzianità dal 1^ luglio 1997 e con la condanna dell’X al pagamento dei rati della pensione di anzianità dei mesi da luglio a dicembre 1997.
A sensi dell’art. 16, sesto comma, della legge n. 412 del 1991 il credito va maggiorato di interessi legali e della rivalutazione monetaria che ecceda il saggio legale degli interessi per il periodo dalla maturazione dei crediti al pagamento.
Le spese dei giudizi di merito e di legittimità seguono la soccombenza e si liquidano nel dispositivo.

P. Q. M.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara il diritto del X alla pensione di anzianità con decorrenza dal 1^ luglio 1997 e condanna il resistente al pagamento dei ratei di pensione da luglio a dicembre del 1997, maggiorati di interessi e rivalutazione come in motivazione. Condanna il resistente alle spese in favore del X che liquida in E. 1.200,00, dei quali 800,00 di onorari, per ciascuno dei gradi di merito e per il giudizio di Cassazione in E. 50,00 per spese e E. 1.500,00 per onorari oltre spese generali, IVA e CAP. Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2004.
Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2005

Testo non ufficiale. La sola stampa del dispositivo ufficiale ha carattere legale.

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