Università di Napoli

Federico II di Svevia nel 1224 creò inizialemte la generalis lictera, un centro con funzione politica e culturale, giuridica. Nel periodo Angioino l’università mantenne i suoi caratteri nel rispetto del pensiero di Federico II. Dal 1443 vennero prediletti gli studi di teologia come volere di Alfonso di Aragona.
Nel 1707 il governo austriaco introdusse insegnamenti di fica sperimentale ed economia.
Infatti, in quel periodo crebbe la volontà da parte di giovani di conoscere il diritto per saper affrontare l’aristocrazia. Nello stesso periodo nacque la cattedra di economia una delle più antiche in europa.
Nel XIX secolo essa assunse un ruolo di particolare rilievo, essendo un centro di pubblicazione ed aggiornamenti giuridici.
Numerosi intellettuali meridionali dopo l’unificazione d’Italia, contribuirono alla cultura di governo.
Non sempre però fu così facile anche perché in altre nazioni nacquero nuovi istituti che portarono a un calo delle iscrizioni e a un divario che ancora oggi esiste tra nord e sud.
Nel secondo dopoguerra, dopo la fine del fascismo prevalsero modi di pensare e metodologie più empirici, che hanno permesso all’università di Napoli di rimanere un grande luogo di produzione del sapere.

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