Quando l’erogazione di acqua potabile da parte dell’acquedotto comunale è insufficiente a rifornire tutti i piani dell’edificio, è possibile, da parte dei condòmini installare impianti di autoclave autonomi o richiedere in assemblea l’installazione di un impianto di sollevamento centralizzato.
Quest’ultimo deve costituire parte integrante dell’impianto per l’acqua e di proprietà comune.
È inoltre diritto dei condòmini che lamentino la ridotta erogazione fare ricorso alla procedura cautelare d’urgenza, di voler effettuare gli interventi.
Dato il carattere di essenzialità rivestito dal sevizio dell’acqua potabile, l’assemblea dei condòmini non può negare l’installazione dell’impianto di autoclave.
Una deliberazione in tal senso violerebbe il diritto di ciascun condòmino di godere del regolare flusso dell’acqua.