Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/
Svolgimento del processo e motivi della decisione
Con decreto del 23/2/2010 il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha dichiarato inammissibili le istanze avanzate ex artt. 47, 47 ter e 50 Ord. Pen. da F.A., trovandosi costui nella posizione giuridica di giudicabile in custodia cautelare per altra causa. Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso il difensore del condannato deducendo inosservanza od erronea applicazione di legge, non essendo il concomitante stato di custodia cautelare in carcere del condannato incompatibile – in astratto – con la concessione di misure alternative ed avendo il Presidente del Tribunale di Sorveglianza con la sua valutazione esercitato un potere decisionale riservato alla valutazione del Collegio in contraddittorio con le parti.
Il ricorso merita accoglimento.
Come più volte enunciato da questa Corte, la condizione di custodia cautelare applicata per altra causa non preclude una valutazione di merito della domanda diretta ad ottenere una misura alternativa, potendo siffatta condizione solo incidere sulla immediata esecuzione dell’eventuale provvedimento di accoglimento, che con tutta evidenza dovrà essere rimandata al momento della cessazione della misura cautelare in corso di applicazione (cfr. Cass. sentenze n.22077/2009 e n.50172/2004). Deve pertanto convenirsi con il ricorrente sulla illegittimità del provvedimento di inammissibilità adottato de plano dal Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli che ha fatto ricorso alla procedura di cui all’art. 666 c.p.p., comma 2 in luogo di rimettere alla valutazione del collegio nel contraddittorio delle parti l’accoglimento o meno della richiesta avanzata dal condannato.
Si impone, quindi, l’annullamento senza rinvio del decreto impugnato;
gli atti devono essere trasmessi al Tribunale di Sorveglianza di Napoli per l’esame dell’istanza.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio il decreto impugnato e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Sorveglianza di Napoli.
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