Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/
Svolgimento del processo – Motivi della decisione
Propone ricorso per cassazione il Procuratore generale della Repubblica di Napoli, avverso la sentenza del Giudice di pace di Castellammare di Stabia, in data 19 giugno 2012, con la quale è stato dichiarato non doversi procedere nei confronti di A. O., in ordine al reato continuato di ingiuria e minacce a lui contestato (per fatti commessi (OMISSIS)), per la particolare tenuità del fatto, ai sensi del D.Lgs. n. 274 del 2000, art. 34.
Deduce:
la erronea applicazione dell’art. 34 Dec. cit. e il vizio della motivazione.
Ad avviso dell’ impugnante, il giudice non avrebbe indicato gli elementi di fatto che lo hanno indotto a concludere nel senso sopra indicato.
Il ricorso è inammissibile.
Deve darsi atto, preliminarmente ed in termini assorbenti, che la impugnazione in esame è inammissibile perchè generica ai sensi degli artt. 581 e 591 c.p.p..
Infatti l’impugnante non ha indicato, con la specificità richiesta dal primo dei menzionati precetti, quali sarebbero le circostanze di fatto atte a rendere rilevante e a fondare la sua doglianza.
A fronte di tale insuperabile omissione, sta poi il rilievo che la sentenza impugnata non evidenzia una carenza grave di motivazione.
Essa si fonda sulla considerazione del contenuto della querela, e manifesta una valutazione del fatto-reato, basata sulla considerazione della occasionalità della condotta e della mancanza di volontà di ledere l’onore della PO, sebbene non sviluppata anche in relazione a precise circostanze di fatto.
Con la conseguenza che, anche soltanto sotto tale profilo, il ricorso risulterebbe non accoglibile, posto che la motivazione del provvedimento impugnato non può dirsi del tutto "mancante" bensì, semmai, incompleta e solo in parte parafrasante l’art. 34.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale.
Così deciso in Roma, il 15 ottobre 2013.
Depositato in Cancelleria il 3 febbraio 2014
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