Re dei Longobardi [vedi] dal 749 al 756. Fratello e successore di Rachis [vedi], ne continuò la politica antibizantina.
Ai Bizantini sottrasse Ravenna (751), annettendo l’Esarcato [vedi ] e la Pentapoli [vedi]. Pretese di sottoporre a tributo i Romani e ciò determinò l’intervento di Pipino il Breve [vedi] re dei Franchi [vedi], invocato da papa Stefano II. Da Pipino (—) venne sconfitto due volte (755 e 756) e fu costretto a restituire quasi tutti i territori conquistati, i quali con donazione [vedi Donazione di Pipino], furono riconsegnati alla Chiesa. Da tale avvenimento ebbe origine lo Stato pontificio
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(d. comp.)
Nel sistema di Common Law [vedi] era un modello unico di azione volta a tutelare tutti i tipi di accordo contrattuale a titolo oneroso.
Essa ebbe origine nella sfera di competenza del King’s Bench [vedi Court of King’s Bench] nei primi decenni del secolo XVI.
La denominazione derivava dalla formula adoperata nel writ [vedi] in cui, nella descrizione schematica della fattispecie concreta, si affermava che il convenuto si era assunto un determinato obbligo ma, non avendolo adempiuto o avendolo adempiuto male, aveva arrecato un danno all’attore.
Funzione di tale azione era, quindi, quella di sanzionare il comportamento del convenuto il quale con sua colpa contrattuale non aveva rispettato le regole dell’affidamento.
L’(—) mirava ad ottenere il mero risarcimento del danno, mentre esulava completamente da essa la possibilità dell’esecuzione forzata in forma specifica
Assolutismo
È il sistema di governo attuato da un sovrano assoluto, ossia libero (absolutus) da ogni limitazione o restrizione nell’esercizio del potere nei confronti dei sudditi.
Le dottrine elaborate a sostegno dell’(—) facevano leva soprattutto sull’idea che legava la sovranità al diritto divino [vedi Diritto divino (monarchia di)] del re, dimostrando in tal modo che una sovranità dipendente direttamente da Dio era perfetta e indivisibile. Secondo i sostenitori dell’(—) solo Dio trasferisce i regni e per questo nessun controllo è ammesso da parte delle istituzioni umane sul potere del monarca. In quanto ministro dell’autorità divina, quest’ultimo non è neppure sottomesso ad altri poteri quali l’imperatore o il papa. L’obbedienza incondizionata al sovrano buono o cattivo è, secondo i teorici dell’(—), garanzia del perseguimento della tranquillità e dell’ordine sociale.
Uno dei primi sostenitori dell’(—) monarchico fu Thomas Hobbes [vedi Hobbes Thomas] nel XVII secolo.
La definizione di (—) tuttavia fu coniata, con significato polemico, dai liberali nella prima metà del XIX secolo (prima di tale data si parlava piuttosto di dispotismo) con riferimento alle monarchie europee continentali dei secoli precedenti, che attuarono il superamento del particolarismo politico feudale, l’esautorazione della vecchia aristocrazia e la formazione di una solida struttura centralizzata, di apparati burocratico-amministrativi e di eserciti permanenti. Monarca assoluto fu, ad esempio, il re di Francia Luigi XIV (1643-1715), noto anche come Re Sole.
A tale sistema di governo si contrappone il costituzionalismo [vedi], che teorizzò la necessità di disporre precisi vincoli giuridici e controlli parlamentari all’esercizio del potere statale.
A partire dalla seconda metà del XVIII secolo l’(—) fu talvolta qualificato come illuminato, perché alcuni sovrani europei accolsero le istanze avanzate dall’Illuminismo [vedi ] sulla necessità di finalizzare l’attività di governo alla ricerca del benessere e della felicità dei sudditi. Sovrani illuminati furono Federico II di Prussia, Giuseppe II d’Austria ed il Granduca Leopoldo di Toscana.
• (—) democratico
[vedi Rousseau Jean-Jacques].
• (—) papale
Fu affermato da Gregorio VII [vedi ] e da Bonifacio VIII [vedi], i quali rivendicarono al papa, in qualità di rappresentante di Dio sulla terra, la sovranità assoluta (plenitudo potestatis) su tutti gli uomini, compresi i regnanti, sia nelle faccende spirituali, sia in quelle temporali
Assemblea Nazionale Costituente
Venne proclamata l’assemblea Nazionale in Francia il 17 giugno del 700.
L’assemblea Nazionale Costituente nasce invece nel luglio del 1789 con potere legislativo e potere costituente tali da limitare i poteri del sovrano.
Essa realizzo’ la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, aboli’ i privilegi feudali.
L’assemblea Costituente Nazionale comprendeva gli aristocratici, siti a destra nell’aula e i patrioti siti a sinistra.
Con la crisi finanziaria vi fu la confisca dei beni della Chiesa cattolica e la loro conversione in beni nazionali.
La costituzione fu approvata il 3 settembre 1791 e prevedeva una monarchia parlamentare con esecutivo debole, monocameralismo, sistema elettorale censitario.
Secondo questo sistema votavano solo i cittadini che avevano un prorpio patrimonio.
Si comincio’ ad eleggere le cariche con funzioni amministrative e giudiziarie ed i processi divennero pubblici.