Giurista italiano che visse fra il 1492 e 1550. Egli si laureò nel 1516 a Ferrara ed insegnò ad Avignone, Pavia, Bologna, Bourges e Ferrara.
Egli permise l’ingresso delle correnti umanistiche nella scienza giuridica.
Il metodo definito francese stabilisce il problema della natura della legge, come diretta emanazione della volontà dell’imperatore, al quale il popolo aveva delegato il potere di legiferare.
Per Alciato Andrea ogni potere legittimo necessitava del consenso popolare.
I prìncipi italiani ed i monarchi europei erano vincolati all’autorità imperiale
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Albinaggio
I beni dello straniero non naturalizzato o che non aveva disposto testamento divenivano di proprietà dello stato, escludendo ogni diritto degli eredi.
L’albinaggio venne usato dal sovrano e successivamente sostituito con un diritto di ritenzione parziale.
Egli poteva con esso incamerare solo una parte del valore del patrimonio.
Con la rivoluzione francese venne abolito.
Alberto da Gandino
Visse fra il 1278 e il 1310 e pratico’ la professione di avvocato e magistrato.
Incentrò la sua attività di scrittore negli ultimi anni del XIII secolo.
Appartenne alla scuola dei Postaccursiani e scrisse due opere monografiche.
La prima è la Quaestiones statutorum nella quale ha riorganizzato ed approfondito l’intera disciplina delle norme statutarie e del loro fondamento giuridico.
Nel Tractatus de maleficiis venne risistemata la materia dei delitti e delle pene.
Giovanni d’Andrea lo ha definito Magnus practicus per le profonde ispirazioni che egli traeva dalla sua quotidiana pratica di avvocato e giudice.
Alberico da Rosate
Si tratta di un Giurista della scuola dei commentatori .
Fu inidcato come “il pratico” perchè non esercitò mai l’insegnamento.
Scrisse ampi commentari al Digesto e al Codice, un Dictionarium viris ed il trattato Opus statutorum.
In quest’ultimo perlo’ della delicata questione degli statuti e dei loro rapporti col diritto comune