Strumenti giuridici comunitari

art. 249 Trattato CE

Sono gli atti normativi usati dalle istituzioni comunitarie, nell’ambito del primo pilastro dell’Unione europea, per lrealizzare i loro compiti ed alle condizioni contemplate dal Trattato istitutivo della Comunità europea.
Secondo l’art. 249, si tratta di atti giuridicamente vincolanti per gli Stati membri cioè regolamenti, le direttive e le decisioni.
Nell’ordinamento giuridico comunitario vi sono oltre agli atti vincolanti, altri strumenti giuridici non vincolanti per i loro destinatari.
Essi sono le raccomandazioni ed i pareri oltre che una serie di atti non esplicitamente previsti dai trattati (v. Atti atipici).

Strategie comuni

artt. 12 e 13 Trattato sull’Unione europea

mediante questa strategia viene attuata la politica estera e di sicurezza in comune.
Il Consiglio europeo definisce le strategie comuni: vengono fissati gli obiettivi, la durata nonché i mezzi che devono essere messi a disposizione della strategia.
Le strategie comuni sono state riportate dal trattato di Amsterdam e sono state usate per la prima volta nel corso del Consiglio europeo di Colonia del 2-3 giugno 1999.

Strategia di preadesione rafforzata

Regolamento CE 16 marzo 1998, n. 622/98; Regolamento CE 21 giugno 1999, n. 1266/1999; Regolamento CE 21 giugno 1999, n. 1267/1999; Regolamento CE 21 giugno 1999, n. 1268/1999

Essa è stata inaugurata dall’unione europea nel 1998, e corrisponde ad una seconda fase della strategia di preadesione nei confronti dei paesi PECO.
Ha come obiettivo principale quello di preparare in modo adeguato gli Stati candidati all’adesione all’Unione, mediante provvedimenti mirati a singole aree o comuni a tutte.
Viene concessa la priorità al recepimento dell’acquis communautaire attraverso il rafforzamento della capacità istituzionale e amministrativa dei paesi candidati e l’adeguamento delle imprese alle norme comunitarie.
Gli elementi principali sono:
1) uno strumento agricolo e di sviluppo rurale, per modernizzare le strutture delle aziende agricole e potenziare le strutture di trasformazione e di distribuzione;
2) uno strumento strutturale per finanziare le infrastrutture di trasporto e ambientali;
3) il rafforzamento del programma PHARE.
I partenariati per l’adesione sono elementi portanti e forniscono ai paesi candidati un quadro unico di riferimento dei mezzi messi a disposizione dalla Comunità per l’adesione.
Essi fissano impegni precisi da rispettare da parte dello Stato candidato.
Le novità presenti nella strategia di preadesione e delineatesi nel corso del Consiglio europeo di Lussemburgo del dicembre 1997 sono:
1) la realizzazione di un dispositivo di inquadramento, cioè riunioni dei Ministri degli affari esteri, e riunioni ministeriali tecniche;
2) l’avvio di negoziati di adesione;
3) l’obbligo di relazioni periodiche della Commissione sui progressi compiuti da ogni candidato, in questo modo che il Consiglio puo’ decidere di ampliare o ridurre i negoziati ad altri candidati.

Strategia di preadesione

Strategia di preadesione Regolamento CEE 18 dicembre 1989, n. 3906/89

Si tratta di una forma di collaborazione tra l’Unione europea e i paesi dell’Europa centrale ed orientale candidati all’adesione.
Essi devono conformarsi il più possibile all’acquis communautaire prima del loro ingresso nella Comunità.
Venne evidenziata una strategia di pre-adesione da parte degli stati interessati, che consisteva nella valutazione del rispetto delle condizioni economiche e politiche prima della partecipazione alla comunità.
Prima di tutto il Consiglio europeo di Copenaghen del giugno 1993 recepisce formalmente nella Comunità questo accordo, che fu perfezionato dal summit di Essen del dicembre 1994 e dal Consiglio europeo di Madrid del dicembre 1995.
I potenziali nuovi Stati membri, dovevano rispettare i criteri di adesione, intrattenere buoni rapporti con i paesi confinanti e avviare tra loro una più stretta cooperazione bilaterale e interregionale.
Si può diventare membri dell’UE dopo piena accettazione dei contenuti, dei principi ed degli obiettivi politici ed economici sanciti dai trattati comunitari e dai loro allegati, del diritto comunitario e della giurisprudenza della Corte di Giustizia, oltre a tutti gli accordi con Stati terzi.
Gli strumenti su cui si basa la strategia di preadesione sono: gli accordi europei, il dialogo politico e, soprattutto, il programma PHARE.