Possibilità, offerta dal regime del gold standard (v.) nel XIX secolo, di presentare una moneta alla banca centrale (v.) ottenendo, in cambio, oro.
Attualmente, una moneta è definita convertibile quando sia possibile scambiarla liberamente con altre monete; la convertibilità dell’ultima valuta legata al gold standard, il dollaro, è stata sospesa nel 1971.
Si può distinguere tra convertibilità interna (o totale), che è la facoltà, attribuita ai residenti, di convertire la moneta nazionale in valuta estera e convertibilità esterna, che è la stessa possibilità riconosciuta, però, ai non residenti.
Una moneta è invece inconvertibile quando la sua circolazione è limitata al territorio nazionale, cioè non può essere scambiata con altre monete estere.
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Cooperativa
Tipo di società predisposto per l’esercizio collettivo a scopo mutualistico sia di imprese commerciali che non commerciali al fine di fornire ai propri soci beni e servizi a condizioni particolarmente vantaggiose.
I mezzi di produzione ed il capitale in genere possono essere di proprietà dei lavoratori-soci oppure, in tutto o in parte, dello Stato. Gli esempi più rilevanti del primo tipo sono le imprese di proprietà comune della Gran Bretagna e le cooperative produttive italiane. Fra quelli del secondo tipo, i kibbutzim israeliani e le fabbriche autogestite della ex Jugoslavia (v. Autogestione).
Accanto alle cooperative produttive, su descritte, si ricordano le cooperative di consumo e quelle sociali. Le prime si caratterizzano per l’attività svolta, mirante a soddisfare i bisogni solo dei membri che le compongono. Le cooperative sociali rapresentano invece la sintesi di due elementi: la solidarietà e la capacità imprenditoriale.
In Italia, le cooperative sociali sono di due tipi:
— quelle che gestiscono servizi di natura socio-sanitaria;
— quelle che svolgono attività agricole, industriali, commerciali, artigianali; esse, inoltre, hanno come scopo principale quello di favorire il reinserimento di persone svantaggiate.
Le cooperative sociali possono assumere lavoratori che non hanno specifiche qualifiche con un regolare contratto di lavoro; esse, inoltre, godono di una completa fiscalizzazione degli oneri sociali (v.).
Coordinate
Numeri usati per individuare la posizione di un punto in un sistema di riferimento, fissato su una retta, nel piano o nello spazio. È pertanto possibile parlare di:
— coordinata di un punto su una retta. Data una retta, stabilito su di essa un punto (chiamato origine), un segmento da utilizzare quale unità di misura e assunto come positivo uno dei due versi di percorrenza, ad ogni punto P della retta resterà associato un unico numero reale x.
Tale numero si definisce coordinata ascissa o, più semplicemente, ascissa. Esso esprime la misura, rispetto all’unità scelta, del segmento i cui estremi sono l’origine (O) e il punto P;
— coordinate cartesiane. Si fissi un punto o nel piano (origine) e una coppia di rette perpendicolari, denominate, rispettivamente, asse delle x o delle ascisse e asse delle y o delle ordinate passanti per esso. Si stabilisa, poi, un’unità di misura.
Ciascun punto P del piano delimitato dalle rette sarà definito da una coppia ordinata di numeri reali (x, y), detti coordinate cartesiane, che esprimono, ognuno la dimensione della proiezione del segmento @ sull’asse, rispettivamente, delle ascisse e delle ordinate;
— coordinate cartesiane nello spazio. Con le opportune modifiche si può introdurre un sistema di coordinate cartesiane nello spazio a tre dimensioni.
Copertura
Somma che il committente è tenuto a versare come forma di garanzia delle operazioni in titoli (v.).
La sua misura, solitamente, non scende al di sotto del 30% del controvalore dei titoli negoziati sul mercato.
Inoltre, la copertura è anche la garanzia per la contrattazione di un prestito o per l’assunzione di altri impegni, quali il deposito di beni, di valori mobiliari ecc.