Frazione di mercato raggiunta da un messaggio pubblicitario o, in relazione alle vendite (v. Quota di mercato), dalla forza vendita di un’impresa.
Autore: Admin
Copertura (Cover)
Somma che il committente è tenuto a versare come forma di garanzia delle operazioni in titoli (v.).
La sua misura, solitamente, non scende al di sotto del 30% del controvalore dei titoli negoziati sul mercato.
Inoltre, la copertura è anche la garanzia per la contrattazione di un prestito o per l’assunzione di altri impegni, quali il deposito di beni, di valori mobiliari ecc.
Cooperativa (Cooperative)
Tipo di società predisposto per l’esercizio collettivo a scopo mutualistico sia di imprese commerciali che non commerciali al fine di fornire ai propri soci beni e servizi a condizioni particolarmente vantaggiose.
I mezzi di produzione ed il capitale in genere possono essere di proprietà dei lavoratori-soci oppure, in tutto o in parte, dello Stato. Gli esempi più rilevanti del primo tipo sono le imprese di proprietà comune della Gran Bretagna e le cooperative produttive italiane. Fra quelli del secondo tipo, i kibbutzim israeliani e le fabbriche autogestite della ex Jugoslavia (v. Autogestione).
Accanto alle cooperative produttive, su descritte, si ricordano le cooperative di consumo e quelle sociali. Le prime si caratterizzano per l’attività svolta, mirante a soddisfare i bisogni solo dei membri che le compongono. Le cooperative sociali rapresentano invece la sintesi di due elementi: la solidarietà e la capacità imprenditoriale.
In Italia, le cooperative sociali sono di due tipi:
— quelle che gestiscono servizi di natura socio-sanitaria;
— quelle che svolgono attività agricole, industriali, commerciali, artigianali; esse, inoltre, hanno come scopo principale quello di favorire il reinserimento di persone svantaggiate.
Le cooperative sociali possono assumere lavoratori che non hanno specifiche qualifiche con un regolare contratto di lavoro; esse, inoltre, godono di una completa fiscalizzazione degli oneri sociali (v.).
Convertibilità (Convertibility)
Possibilità, offerta dal regime del gold standard (v.) nel XIX secolo, di presentare una moneta alla banca centrale (v.) ottenendo, in cambio, oro.
Attualmente, una moneta è definita convertibile quando sia possibile scambiarla liberamente con altre monete; la convertibilità dell’ultima valuta legata al gold standard, il dollaro, è stata sospesa nel 1971.
Si può distinguere tra convertibilità interna (o totale), che è la facoltà, attribuita ai residenti, di convertire la moneta nazionale in valuta estera e convertibilità esterna, che è la stessa possibilità riconosciuta, però, ai non residenti.
Una moneta è invece inconvertibile quando la sua circolazione è limitata al territorio nazionale, cioè non può essere scambiata con altre monete estere.