CIPE [Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica] (CIPE [Interministerial Committee for Economic Planning])

È il più importante dei Comitati interministeriali oggi esistenti. L’istituzione del Ministero del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica (v.) ha comportato il riordino delle competenze del CIPE; ad esso pertanto sono attribuiti i seguenti compiti:
— definire le linee di politica economica (v.) da perseguire in ambito nazionale, comunitario ed internazionale;
— definire gli indirizzi generali per promuovere lo sviluppo delle diverse aree del Paese, con particolare riguardo alle aree depresse, e verificarne l’attuazione;
— svolgere funzioni di coordinamento ed indirizzo generale in materia di intese istituzionali di programma e di programmazione negoziata;
— rideterminare periodicamente obiettivi ed indirizzi sulla base dell’efficacia degli interventi realizzati;
— definire le linee guida ed i principi comuni per le authorities (v.) che regolano le public utilities (v.).

CIPAA [Comitato Interministeriale per la Politica Agricola e Alimentare] (CIPA [Interministerial Committee for the Food and Agricultural Policy])

Organo composto dai Ministri che generalmente facevano parte di altri Comitati interministeriali con l’aggiunta del Ministro per l’Agricoltura, del Ministro delle Partecipazioni statali, del Ministro per i Lavori Pubblici e del Ministro per gli Interventi Straordinari per il Mezzogiorno. Tale comitato, soppresso dall’art. 2 della L. 752/86, svolgeva funzioni di programmazione e coordinamento della politica agraria ed alimentare.

CICR [Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio] (ICRC [the Interministerial Committee on Credit and Savings])

Organo costituito nel 1947 con funzioni di alta vigilanza in materia di tutela del risparmio, di esercizio del credito e in materia valutaria.
Fanno parte di questo comitato il Ministro del Tesoro (che lo presiede), il Ministro dei Lavori Pubblici, il Ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato, il Ministro del Commercio con l’Estero, il Ministro per il Coordinamento delle Politiche Agricole, il Ministro delle Finanze, il Ministro delle Politiche Comunitarie.
Partecipa alle riunioni del Comitato (ma senza diritto di voto) anche il Governatore della Banca d’Italia (v.), organo capace di influenzare le scelte politiche dei Ministri, in virtù di alcune competenze proprie in materia creditizia.
Nell’esercizio della funzione di vigilanza in materia valutaria, il CICR è titolare di poteri direttivi nei confronti degli enti che hanno competenze specifiche in materia, quali la Banca d’Italia (v.) e l’Ufficio Italiano cambi (v. UIC).
Nell’esercizio della funzione di vigilanza sull’attività creditizia, invece, il CICR esercita:
— poteri consultivi, riguardanti il risparmio ed il credito e tutti quelli relativi al controllo ed alla vigilanza sulle aziende di credito;
— poteri deliberativi, concernenti l’adozione di deliberazioni, direttive, autorizzazioni e regolamenti.
Le funzioni del CICR hanno natura amministrativa perché il Comitato non è un organo di rilevanza costituzionale, né gode di quella libertà nella determinazione dei propri fini tipica degli organi di indirizzo politico, dovendosi uniformare alle direttive del CIPE (v.). Le competenze dell’organismo sono stabilite per legge e non possono essere avocate dal Consiglio dei Ministri; infatti, la responsabilità politica ricade sui Ministri partecipanti alla vita del Comitato. La natura amministrativa del CICR comporta che i suoi siano atti di alta amministrazione, impugnabili, in caso di lesione di diritti soggettivi, davanti all’autorità giudiziaria, mentre in caso di lesione di interessi legittimi sono ricorribili innanzi al giudice amministrativo.