Si tratta di una società per azioni (v.) che ha il compito di garantire il buon esito e la compensazione dei contratti uniformi (v. Contratti di Borsa uniformi) a termine, dei contratti stipulati in Borsa (v.) e nel mercato ristretto (v.), delle operazioni svolte sul mercato secondario (v.) dei titoli di Stato (v. MTS).
Coloro che aderiscono alla Cassa di compensazione e garanzia sono divisi in tre categorie: generali, individuali ed indiretti. Tutti gli aderenti devono comunicare gli estremi e la controparte di ogni operazione alla Cassa, che provvede a registrarli, a seconda dei casi, su un conto proprio o su un conto terzi.
Alla fine di ogni giornata di contrattazione la Cassa comunica ad ogni aderente l’importo dei margini iniziali dovuti a garanzia ed a fronte di ogni operazione posta in essere, a meno che l’operazione non abbia determinato la chiusura di posizioni contrattuali già esistenti.
Ai sensi dell’art. 70 del T.U. finanziario (D.Lgs. 58/98), le funzioni di compensazione e garanzia delle operazioni su strumenti finanziari derivati (v. Contratti derivati) effettuate nei mercati regolamentati (v.) sono svolte dalla Cassa di compensazione e garanzia, che diventa controparte di ciascun contraente per ogni contratto uniforme a termine concluso.
Con tale intervento diretto, essa svolge il ruolo di clearing house (v.) assicurando l’immediata compensazione e la chiusura delle diverse posizioni di segno opposto, ed assumendosi il rischio di eventuali inadempimenti di una delle controparti.
La vigilanza sulla Cassa è esercitata dalla CONSOB (v.) e dalla Banca d’Italia (v.). Inoltre la Cassa esercita le attività connesse e strumentali alle funzioni svolte ed ha la facoltà di aderire ad altri sistemi di compensazione e garanzia, italiani ed esteri.
Autore: Admin
Cassa depositi e prestiti (Cash deposits and loans)
Organismo finanziario che nel sistema pubblico italiano svolge un’indispensabile funzione di intermediazione finanziaria.
Organismo finanziario che nel sistema pubblico italiano svolge un’indispensabile funzione di intermediazione finanziaria.
La Cassa Depositi e Prestiti è un’amministrazione dello Stato che svolge un’importante funzione di intermediazione finanziaria; è stata riordinata dal D.Lgs. 284/99 che la definisce un istituto dotato di propria personalità giuridica e di autonomia ordinamentale, organizzativa, patrimoniale e di bilancio. Nell’esercitare la propria attività la Cassa Depositi e Prestiti deve garantire, dunque, l’equilibrio della gestione e la propria solidità patrimoniale.
Più precisamente l’istituto:
— riceve depositi, con garanzia dello Stato, da amministrazioni statali, Regioni, enti locali e pubblici, e infine da privati solo nei casi previsti dalla legge;
— concede finanziamenti allo Stato, Regioni, agli enti locali e pubblici, ai gestori di pubblici servizi ecc.;
— gestisce fondi e svolge attività per conto delle amministrazioni pubbliche o di altri soggetti.
L’attività della Cassa Depositi e Prestiti è sostenuta oltre che dal proprio patrimonio anche da depositi, fondi provenienti dall’assunzione di prestiti, fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio postale, buoni fruttiferi postali ecc., fondi provenienti dalla assunzione di prestiti.
Cash management [gestione di cassa]
Gestione delle disponibilità liquide, ovvero la gestione dei flussi di cassa (v. Cash flow).
Nel settore bancario con il termine cash management si intende una complessa politica atta a garantire la liquidità dell’azienda senza influire sulla sua capacità reddituale.
Cash flow [flusso di cassa]
Variazione intervenuta nelle liquidità immediate aziendali per effetto della gestione; si ottiene sommando algebricamente le variazioni (positive e negative) del conto cassa e dei conti bancari e postali verificatesi nell’esercizio.
Nel linguaggio economico corrente il termine è adoperato in modo improprio per indicare le variazioni subite dal capitale circolante (v.) netto per effetto della gestione, poste in evidenza nel relativo rendiconto finanziario.
Il cash flow può essere determinato in due diversi modi:
— procedimento diretto. In tal caso è dato dalla differenza tra i costi e ricavi monetari d’esercizio. Nel calcolo, dunque, non sono prese in considerazione quelle componenti di reddito che non hanno dato luogo ad esborsi monetari, quali ammortamenti e accantonamenti ai vari fondi;
— procedimento indiretto. In base a tale metodo il cash flow viene determinato aggiungendo all’utile o alla perdita d’esercizio l’ammontare dei costi non monetari e sottraendovi quello dei ricavi non monetari.
Cash flow = ricavi
(procedimento – costi monetari
diretto)
Cash flow = Utile (o perdita di eser-
cizio)
(procedimento + costi non monetari
indiretto) – ricavi non monetari