Ciclo economico (v.) di lungo periodo, circa 50 anni, caratterizzato da una fase di espansione e una di recessione rilevabili, in particolare, dalle variazioni nel livello generale dei prezzi. Le analisi empiriche hanno riscontrato quattro cicli di lunga durata a partire dal 1790, sebbene non tutti gli studi abbiano confermato tale periodicità.
Il ciclo prende il nome da Kondrat’ev (v.), lo studioso russo che per primo avanzò l’ipotesi di una tale fluttuazione di lungo periodo
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Ciclo Kitchin
Ciclo economico (v.) di breve periodo, della durata di circa 40 mesi e con oscillazione limitata. Il ciclo, la cui identificazione è alquanto problematica, fu rilevato sulla base dei tassi d’interesse e dei prezzi all’ingrosso in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
Ciclo Juglar
Ciclo economico (v.) di durata media di 8 anni e con una durata effettiva da 6 a 10 anni. A differenza dei cicli di lunga durata, la cui esistenza dubbia, l’esistenza di cicli Juglar è quasi unanimemente accettata anche se le cause che determinano queste oscillazioni sono diversamente interpretate dai vari autori.
Il ciclo prende il nome dallo studioso francese che per primo lo studiò.
Ciclo elettorale
Ciclo economico (v.) generato da decisioni di politica economica messe in atto in concomitanza di scadenze elettorali. Secondo coloro che per primi si sono interessati al fenomeno (Frey, Lindbeck, Nordhaus), i cittadini nell’esprimere le loro preferenze di voto, sono influenzati dallo stato dell’economia. Inoltre, si suppone che gli elettori dimentichino le passate manovre economiche (v. Illusione finanziaria).
Così, il partito che risulta essere vincitore delle elezioni attuerà, all’inizio del suo mandato, manovre economiche restrittive che verranno ben presto dimenticate dai cittadini. Successivamente, in prossimità delle nuove elezioni, il governo in carica adotterà manovre maggiormente espansive, sperando di ottenere il favore dell’elettorato.
L’osservazione empirica delle fluttuazioni cicliche ha effettivamente riscontrato una influenza della scadenza elettorale sull’andamento dell’economia, ma non tale comunque da suffragare appieno la teoria.