Guadagno (gain) conseguente alla cessione di partecipazioni societarie, o alla vendita di titoli e diritti a questi riconducibili (warrants, obbligazioni convertibili, options, operazioni a premio ecc.), ad un prezzo superiore a quello di acquisto.
In Italia, il regime tributario dei capital gain, che contempla un’imposta sostitutiva, prevede due diverse aliquote (12,5 e 27%) a seconda che i guadagni siano configurabili come frutto di investimenti finanziari in senso stretto o derivino da cd. cessioni qualificate; riconoscendo come qualificate le cessioni di partecipazioni, titoli o diritti corrispondenti, che nell’arco di 12 mesi eccedano, in una misura percentuale prefissata, i diritti di voto in assemblea ordinaria o il capitale sociale.
La base imponibile è considerata al netto di eventuali minusvalenze pregresse
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Capacità utilizzata
Parte della capacità produttiva di un impianto, settore od intero sistema economico effettivamente utilizzata in un dato momento.
È misurata mediante un raffronto con la capacità produttiva (v.) potenziale o attraverso indagini dirette svolte presso gli operatori economici; in quest’ultima ipotesi, a causa della diversità dei criteri adottati per la sua misurazione, è difficile ottenere dei dati agevolmente aggregabili e confrontabili. Gli indicatori della capacità sono impiegati nell’analisi economica per trarre informazioni circa le fasi cicliche del sistema economico e la situazione di determinati settori e nell’econometria, la quale inserisce la capacità utilizzata tra le variabili che influiscono sulle scelte di breve periodo degli operatori.
Capacità produttiva
È la quantità massima di prodotto che può essere ottenuta da un’entità economica (sia essa un’impresa o un sistema economico) dati i fattori di produzione (v.) che possono essere utilizzati e tenendo conto di quei vincoli di carattere politico, sociale o tecnico che potrebbero in qualche modo impedire la realizzazione di tale obiettivo. Con riferimento alla capacità produttiva di un sistema economico (o di un’impresa) non può essere adottata una semplice valutazione meccanicistica per definire le capacità potenziali; in altre parole non si può affermare che, dato un certo quantitativo di risorse disponibili, vi sarà necessariamente un certo output produttivo. Per questo motivo la definizione di capacità produttiva non può essere semplicemente risolta in un nesso causa-effetto; bisogna sempre considerare le condizioni ed i fattori che possono influire sul processo produttivo (difficoltà di approvvigionamenti, scarsa circolazione di informazioni ecc.).
In effetti essa può essere espressa solo come capacità potenziale ovvero come quantità massima che può essere prodotta in assenza di strozzature nel sistema economico o nell’azienda
Capacità contributiva
Principio attraverso il quale l’onere fiscale viene ripartito tra i cittadini di uno Stato in base alla capacità economica di ognuno di essi.
La capacità economica si sostanzia in quanto ogni contribuente riesce a produrre.
Indici diretti di tale produttività sono il reddito, il patrimonio, mentre indici indiretti sono il consumo (v.) e i trasferimenti (v.). L’applicazione del principio della capacità contributiva deve rispettare:
— l’equità orizzontale, garantendo un trattamento uguale per coloro che si trovano nelle stesse condizioni;
— l’equità verticale, tassando in modo diverso i contribuenti con capacità contributiva diversa.
Una possibilità di individuare un significato più preciso del termine capacità contributiva viene offerta dal principio del sacrificio (