Accumulazione (Accumulation)

E’ un processo di accrescimento della capacità produttiva futura mediante l’accantonamento di parte delle risorse disponibili, la formazione di investimento netto, cioè quella parte dell’investimento che eccede l’ammortamento.
Un sistema economico si troverà in condizioni di stato stazionario in caso di mancata accumulazione.
In una economia di mercato il processo di accumulazione è teoricamente lasciato alle sole imprese.
Per tale motivo, per molti il problema dell’accumulazione è una questione di allocazione ottimale di una risorsa scarsa.
Il concetto di accumulazione è correlato alle tematiche della crescita economica e dello sviluppo economico.

Accordo intereuropeo dei pagamenti (Agreement inter payments)

Si tratta di un sistema di pagamento realizzato nel 1948 tra i paesi membri dell’OECE per facilitare la distribuzione dell’aiuto americano accordato in base al Piano Marshall.
In base a cio’ i paesi europei per i quali si prevedeva un avanzo della bilancia dei pagamenti, ricevevano un aiuto americano superiore a quello minimo previsto se concedevano credito, nella loro moneta ai paesi europei controparte negli scambi.
Questi ultimi, ottenevano, pertanto aiuti sia dagli Stati Uniti che dai paesi con un avanzo della bilancia dei pagamenti.
Questo sistema è stato sostituito nel 1950, dall’Unione Europea dei pagamenti.

Accordo interbancario (Inter-bank agreement)

Si tratta del cartello interbancario, cioè un accordo stipulato tra imprese bancarie che vincola le stesse al rispetto di certi limiti nella fissazione dei tassi attivi e passivi praticati alla clientela per le concessioni di credito e per i depositi.
L’accordo prevede anche il rispetto di certe condizioni nella stipulazione dei contratti e nello svolgimento delle operazioni bancarie.
Il suo scopo è di uniformare la disciplina dei contratti e delle operazioni bancarie e, soprattutto, di ridurre la concorrenza tra le banche.
Per tale motivo questi accordi sono spesso vietati dalle normative antitrust .

Accordo del Plaza

Si tratta di un accordo che stipularono i ministri economici ed i governatori delle banche centrali dei paesi del Gruppo dei cinque per un progressivo deprezzamento del corso del dollaro.
L’azione si era resa necessaria per le difficoltà in cui si dibattevano le industrie statunitensi per la sopravvalutazione del dollaro.