Curva di Phillips (Phillips curve)

Nel 1958 l’economista inglese A. W. Phillips pubblicò un ampio studio dedicato all’osservazione del livello dei salari nel Regno Unito nel corso di quasi cento anni (1861-1957).
Phillips notò l’esistenza di una correlazione negativa fra il tasso di cambiamento dei salari, nominali ed il tasso di disoccupazione: i salari, cioè, aumentavano tanto più rapidamente quanto minore era il saggio di disoccupazione.
Ciò è spiegabile dalla circostanza che per livelli bassi di disoccupazione, le imprese hanno difficoltà a trovare la forza lavoro di cui necessitano; di conseguenza, esse sono disposte ad offrire salari più alti che determinano un aumento dei prezzi e, quindi, dell’inflazione.
Se, invece, si è in presenza di un alto saggio di disoccupazione, la concorrenza fra i lavoratori terrà bassi i salari.
La relazione fra salari e disoccupazione risente anche della fase congiunturale: quando l’economia è in ripresa, l’occupazione, anche se bassa, tende ad aumentare e, in tal caso, l’aumento dei salari sarà più elevato.

Razionamento del credito (Rationing of credit)

Situazione nella quale gli operatori economici non hanno la quantità di credito bancario che ambiscono.
Il razionamento del credito dipende dalla imperfezione dei mercati finanziari, nei quali il livello di prestiti bancari dipende dalla contrattazione tra banca e cliente.
Due sono i tipi di razionamento del credito: quello dinamico e quello di equilibrio.
Il razionamento dinamico dipende da una momentanea stasi dei tassi di interesse e porta il mercato ad un bree periodo di squilibrio.
Il razionamento di equilibrio dipende dalle imperfette informazioni delle banche riguardo la rischiosità dei clienti.
Quando la domanda di credito eccede l’offerta, le banche non aumenteranno il tasso d’interesse ma mireranno a selezionare i clienti escludendo quelli più rischiosi.
L’aumento dei tassi indurrebbe una adverse selection dei clienti favorendo quelli più rischiosi e incentivando alcuni risparmiatori ad intraprendere progetti più rischiosi.

Regola di Tinbergen (Tinbergen rule)

Condizione che permette ad un modello di politica economica di avere soluzioni univoche.
L’economista olandese J. Tinbergen con questa regola, affermò che in un modello economico il numero delle variabili-obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumentali.
Ciò significa che il sistema di equazioni del modello può avere una soluzione matematica solo se il numero di equazioni (gli obiettivi) è uguale al numero delle incognite (le variabili strumentali).