Coazione

Elemento che qualifica la natura dei rapporti tra l’organizzazione statale e il cittadino. In virtù del potere di coazione l’operatore pubblico può, infatti, indurre chiunque al rispetto delle scelte collettive.
L’azione coercitiva può essere esercitata, ad esempio, attraverso politiche riallocative, quali le imposte sul reddito, oppure attraverso la creazione di monopoli (v.) privati o pubblici. In finanza pubblica, la natura coercitiva dei rapporti finanziari comporta che il soggetto passivo, cioè colui il quale è tenuto al pagamento del tributo, non sia in condizione di poter negoziare con l’ente impositore.
La visione del rapporto fra Stato e cittadino come mero rapporto di forza del primo nei confronti del secondo, non è, però, condivisa da una corrente di pensiero economico che si suole definire con il termine volontarista. Secondo alcuni sostenitori di tale corrente esisterebbero, infatti, delle attività per il cui esercizio lo Stato avrebbe bisogno della collaborazione dei cittadini. Secondo altri lo Stato e le attività da esso svolte sono il risultato di un accordo, implicito e libero fra i componenti della collettività, che sfocia in un contratto sociale (v. Contrattualismo).

Zone rifugio (d. comunit.) (Zone refuge)

Il Trattato della Comunità Europea, permette d’ impedire discriminazioni fiscali tra i Paesi membri.
Queste norme servono ad evitare che il sistema tributario di un paese si organizzi per dare accoglienza a fattori produttivi provenienti da altri Stati.
La legislazione comunitaria,vuole evitare,che i capitali vengano trasferiti nel Paese dove l’ organizzazione fiscale è favorevole ad alcune imposte e che soprattutto ritornino al proprio Paese in forma di investimento estero in modo da evitare il pagamento dei tributi.

Avalutatività

Si tratta di un termine presente nelle scienze sociali introdotto da M. Weber.
L’assenza di giudizi di valore durante un’indagine storico-sociale è l’avalutatività.
Il valore dato alle cose devia infatti i risultati di un’indagine sociale.
Esistono comunque dei meccanismi che impediscono vizi d’indagine da parte dei ricercatori influenzati dai loro interessi.