Cash flow [flusso di cassa]

Variazione intervenuta nelle liquidità immediate aziendali per effetto della gestione; si ottiene sommando algebricamente le variazioni (positive e negative) del conto cassa e dei conti bancari e postali verificatesi nell’esercizio.
Nel linguaggio economico corrente il termine è adoperato in modo improprio per indicare le variazioni subite dal capitale circolante (v.) netto per effetto della gestione, poste in evidenza nel relativo rendiconto finanziario.
Il cash flow può essere determinato in due diversi modi:
— procedimento diretto. In tal caso è dato dalla differenza tra i costi e ricavi monetari d’esercizio. Nel calcolo, dunque, non sono prese in considerazione quelle componenti di reddito che non hanno dato luogo ad esborsi monetari, quali ammortamenti e accantonamenti ai vari fondi;
— procedimento indiretto. In base a tale metodo il cash flow viene determinato aggiungendo all’utile o alla perdita d’esercizio l’ammontare dei costi non monetari e sottraendovi quello dei ricavi non monetari.

Cash flow = ricavi
(procedimento – costi monetari
diretto)

Cash flow = Utile (o perdita di eser-
cizio)
(procedimento + costi non monetari
indiretto) – ricavi non monetari

CCT [Certificati di Credito del Tesoro] (CCT [Certificates of Credit Treasury])

Titoli (v.) al portatore a rendimento indicizzato con durata variabile dai due ai dieci anni, quotati di diritto sul MOT (v.). Inizialmente emessi con una durata limitata a 2 anni, in quanto dovevano rappresentare titoli di durata media tra i BOT (v.) ed i BTP (v.), ai CCT è stata attribuita una durata più lunga a causa del consolidamento del debito pubblico.
L’indicizzazione dei CCT è collegata al rendimento dei BOT semestrali del semestre precedente la data di inizio del godimento di ogni cedola, maggiorato di una differenza (spread) che varia tra 0,3 e 1%.
La determinazione degli interessi avviene in via posticipata, con cedole semestrali.
Dal 1° gennaio 1999 i CCT di nuova emissione sono espressi in euro (v.); quelli già in circolazione, invece, sono stati ridenominati in euro.
Il taglio minimo è di 1.000 euro; sono negoziati al corso secco e collocati mediante asta marginale (v.).

Certificati del Tesoro (Treasury Certificates)

Titoli a lungo termine emessi dal Tesoro al fine di finanziare il debito pubblico (v.).
Finora sono stati emessi i seguenti tipi di certificati del tesoro:
— certificati di credito del Tesoro indicizzati al rendimento dei BOT (v.) detti semplicemente CCT (v.);
— certificati di credito del Tesoro in ECU, detti CTE (v.);
— certificati di credito del Tesoro a indicizzazione reale, nel linguaggio corrente CTR (v.);
— certificati di credito del Tesoro a sconto o, più comunemente CTS (v.);
— certificato di credito del Tesoro a tasso variabile convertibile a tasso fisso emessi per la prima volta nel 1986 con durata da sei a dieci anni (v. CCT convertibili). Essi prevedono la possibilità di conversione (normalmente dopo un anno dall’emissione) in titoli quinquennali con cedola

Chiavi in mano (Turnkey)

È una clausola contrattuale con la quale il costruttore di impianti o di stabilimenti si impegna ad adempiere l’obbligazione di consegna senza alcuna cooperazione da parte del committente. È utilizzata anche per indicare la consegna del bene, oggetto della compravendita, pronto per l’uso.
È una clausola mutuata dal diritto nordamericano e trova larga applicazione nei contratti d’appalto stipulati da grandi imprese dei paesi industrializzati con paesi privi di particolari tecnologie o con paesi in via di sviluppo.