Celio

Uno dei sette colli di Roma. In età repubblicana numerose case private che su di esso sorgevano furono distrutte da un grande incendio. Nel 27 d.C. Agrippina ordinò la costruzione di un imponente tempio dedicato a Claudio [vedi]. Ai parchi impiantati da Nerone [vedi] si aggiunsero palazzi e giardini di patrizi, poi devastati dai barbari.
In età medievale furono eretti monasteri, chiese e basiliche (Palazzo Lateranense, Basilica di S. Giovanni Laterano).

Cessio pro solvèndo

Nell’ambito della cessione del credito [vedi cessio crèditi], si ha (—) quando il cedente garantisce al cessionario sia l’esistenza del credito ceduto che il suo buon fine, cioè l’effettivo adempimento da parte del debitore: solo in questo caso, a differenza di quanto avviene nella cessio pro solùto [vedi], se il debitore ceduto non adempie, il cessionario potrà rivolgersi al cedente per ottenere da lui l’adempimento.

Clièntes (clìens) [lett. “clienti”, clientela]

Erano i soggetti di non condizione servile, ma nondimeno posti in condizione di sudditanza verso un patrònus [vedi] cui dovevano obbedienza: essi erano, in origine, privi di soggettività giuridica.
Fonti della clientela potevano essere:
— la dedìtio,spontanea sottomissione di un gruppo al potere di una gens [vedi];
— l’applicàtio, sottoposizione di un cittadino straniero al potere protettivo di un gruppo gentilizio.
La categoria dei (—) (che va distinta da quella dei liberti [vedi libèrtus]), ebbe rilievo giuridico solo nel periodo arcaico: secondo la legge delle XII Tavole [vedi lex XII Tabulàrum], a carico del patrono gravava un vero e proprio obbligo di assistere e difendere il proprio cliens, finché quest’ultimo gli avesse mostrato obbedienza. In tempi meno risalenti, il rapporto di clientela perse i suoi connotati giuridici per assumere quelli, più deteriori, che ancor oggi echeggia l’aggettivo “clientelare”. Così, il cliens compiva ogni giorno la c.d. salutatio matutina (ricevendone in cambio un invito a pranzo o un po’ di denaro), scortava il patrònus nel foro e ne adulava le orazioni.
Il fenomeno della clientela è ancora ben radicato nella società contemporanea e comporta reciproci doveri ed obblighi, in tutto identici (pur se non giuridicizzati) a quelli previsti dal diritto romano arcaico.