Principio attraverso il quale l’onere fiscale viene ripartito tra i cittadini di uno Stato in base alla capacità economica di ognuno di essi.
La capacità economica si sostanzia in quanto ogni contribuente riesce a produrre.
Indici diretti di tale produttività sono il reddito, il patrimonio, mentre indici indiretti sono il consumo (v.) e i trasferimenti (v.). L’applicazione del principio della capacità contributiva deve rispettare:
— l’equità orizzontale, garantendo un trattamento uguale per coloro che si trovano nelle stesse condizioni;
— l’equità verticale, tassando in modo diverso i contribuenti con capacità contributiva diversa.
Una possibilità di individuare un significato più preciso del termine capacità contributiva viene offerta dal principio del sacrificio (
Categoria: Glossario
Capitalismo anglosassone
Concetto assunto a notorietà, nei primi anni Novanta, in seguito alla pubblicazione di uno studio di Michel Albert sulle caratteristiche istituzionali ed economiche del capitalismo negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni in genere.
In tali paesi l’assetto delle imprese è caratterizzato dalla netta divisione fra proprietari (azionisti privati, fondi di investimento, fondi pensione, imprese di assicurazione) e managers. Il ruolo degli azionisti nella gestione dell’impresa è sostanzialmente anonimo e marginale, poiché essi sono interessati solo al flusso di profitti che l’impresa è in grado di produrre.
Al contrario, ai managers è affidata l’effettiva gestione delle imprese; i loro obiettivi, però, possono essere profondamente diversi (a volte, addirittura in contrasto) da quelli dei proprietari: massimizzazione dei propri stipendi, semplice sopravvivenza dell’impresa ecc.
I conflitti fra azionisti e managers sorgono, vista la divisione dei compiti e i diversi obiettivi, nel momento in cui i primi vedono minacciati i loro diritti di proprietari. Da qui nasce la paura di acquisizione ostili, l’ossessione del breve periodo che conducono a stretegie aziendali spesso distruttive.
L’esistenza, poi, di un mercato finanziario molto dinamico e soprattutto molto informato sugli andamenti delle imprese, spinge i proprietari a pretendere delle strategie aziendali capaci di contenere eventuali take over ostili.
L’organizzazione e la gestione delle imprese nell’ambito del modello di capitalismo anglosassone sono diametralmente opposte a quelle riscontrabili nel modello di capitalismo renano (
Cartogramma
Sistema di rappresentazione grafica di dati statistici in cui l’intensità o l’andamento di un fenomeno sono rappresentati per mezzo del variare della gradazione di tinte o disegni, o del tipo di disegno o tratteggio.
I cartogrammi sono però dei grafici meno precisi, nella rappresentazione dei fenomeni, di quelli cartesiani o polari che hanno valore più indicativo
Catena di montaggio
Sistema di nastri trasportatori o di meccanismi equivalenti che grazie all’ausilio di alcuni impianti consentono l’assemblaggio in successione di prodotti.
Ad ogni operatore, posto in stazioni collocate lungo la catena, è affidato un compito elementare che svolge al passaggio del semilavorato sul nastro trasportatore secondo tempi prefissati e sincronizzati.
La catena di montaggio è stata largamente utilizzata nell’industria meccanica, caratterizzata da lavorazioni in serie in cui la variabilità quantitativa e qualitativa dei prodotti è molto limitata.
Essa ha consentito di ridurre notevolmente i tempi di lavorazione ma ha spesso provocato problemi di ordine psicologico (senso di frustazione, ad esempio) nei lavoratori ad essa addetti, a causa della natura monotona e spersonalizzante del lavoro svolto e della circostanza che ogni singolo lavoratore non ha modo di riconoscere e controllare il risultato finale della lavorazione.
Per questi inconvenienti, e per la graduale assunzione di importanza del livello qualitativo del prodotto, alla catena di montaggio si tende a preferire le due soluzioni opposte della completa automazione o della riorganizzazione di unità produttive compiute (v. Isola di montaggio).