Un procedimento mediante il quale l’interprete applica i principi generali tratti dall’ordinamento giuridico vigente, anche se non dettati da espresse disposizioni di legge.
Categoria: Glossario
Antemio Procopio
Imperatore romano d’Occidente dal 467 al 472 d.C.
Fu nominato per limitare il potere del generale Ricimero e fu ucciso dal fratello dello stesso Ricimero, dopo alcuni mesi di lotta civile, a Roma nel 472 d.C.
Arbitratus [Arbitrato; cfr. 806 ss. c.p.c.]
Istituto che permetteva alle parti di affidare ad un terzo, l’arbiter la decisione di una o più controversie, grazie all’accordo detto compromissum.
Proprio in virtu’ di questo accordo, i soggetti erano obbligati ad accettare la decisione del giudice, e dettavano le modalità e l’oggetto del giudizio.
La sentenza produceva solo gli effetti obbligatori del compromesso.
Secondo alcuni autori, l’arbitratus ha costituito il modello da cui è derivata la fase apud iudicem del processo formulare.
Arvales (Fratres)
Esso è stato il più antico collegio di sacerdoti a Roma, dell’ epoca repubblicana e ripristinato da Augusto.
Il suo nome deriva dai sacrifici che gli arvales offrivano per la fertilità dei campi.
In latino arvum significa appunto campo lavorato.
I Fratres erano 12 membri scelti a vita tra le famiglie senatoriali più importanti.
Di essi faceva parte anche l’imperatore.
La cerimonia più importante aveva luogo a maggio, in onore della Dea Dia.
Il loro canto detto carmen arvale, è stato conservato su una iscrizione del 218 d.C., il più antico esemplare conosciuto di poesia latina.
Le iscrizioni sugli Arvales sono una testimonianza della scrittura latina e cronologia dell’impero.