Si tratta di un filosofo politico inglese di origine lettone.
Egli giunse in Inghilterra nel 1921 dove studiò e insegnò a Oxford.
Egli scrisse un saggio dal titolo Due concetti di libertà nel 1958, che fu riprodotto in Quattro saggi sulla libertà nel 1969.
IN questa opera distingue la libertà in negativa e positiva.
La libertà negativa è solo formale e determina l’assenza di ostacoli all’azione individuale;
la seconda è sostanziale e normativa, determinando una certa autonomia personale.
In questo modo l’individuo può partecipare all’esercizio del potere.
Nessuno dei due concetti di libertà esprime al meglio l’ideale.
La presenza di più valori quali liberta’, uguaglianza, tolleranza, giustizia, ordine può indurre un conflitto se essi vengono considerati allo stesso modo cioè con la stessa importanza.
Secondo Berlin Isaiah la libertà negativa può essere sostituita, in una soscietà pluralistica, da uguaglianza o ordine.
Categoria: Glossario
Colloqui in profondità
Tecnica utilizzata nelle ricerche di mercato allo scopo di analizzare i comportamenti inconsci del consumatore mediante un colloquio a due nel quale si cerca di fornire all’intervistato una buona motivazione e di raggiungere un notevole grado di confidenza con l’intervistatore. Quest’ultimo deve evitare di prendere appunti in presenza dell’intervistato e non dare la minima sensazione di guidare la discussione su temi preordinati. I colloqui di profondità si distinguono da quelli di gruppo per il minor numero di individui che vi prendono parte.
Rawls John (1921)
Filosofo americano, teorico del neo-contrattualismo che ha studiato alla Cornell University e a Oxford conseguendo la docenza alla Harvard University.
Egli ha scritto Giustizia come equità (1958), Giustizia retributiva (1967) e Una teoria della giustizia (1971).
Si tratta di una riformulazione della teoria del contratto sociale.
Egli oppone all’utilitarismo, fino ad allora dominante nella filosofia politica e morale anglosassone, il modello del contratto sociale del pensiero di Locke, Rousseau e Kant.
Secondo Rawls John il modello contrattuale è il più utile a definire il concetto di giustizia.
Gli individui, liberi e razionali, che compongono la società adotteranno di comune accordo un proprio concetto di giustizia in una situazione primordiale in cui tutti siano sforniti di informazioni circa la propria identità personale (sesso, generazione di appartenenza, doti naturali, posizione sociale).
Il principio del maximin, della teoria della scelta razionale, impone di scegliere i migliori tra gli esiti peggiori.
In tal modo si assicura alla società un assetto stabile ed efficiente, perché i beni fondamentali come la libertà e il reddito sono distribuiti in maniera eguale.
Le disuguaglianze sono permesse solo se favoriscono i soggetti meno avvantaggiati socialmente e nessuno ha motivo di lamentarsi della posizione che occupa nella società.
Le posizioni al vertice della scala sociale sono disponibili a tutti.
Il pensiero di Rawls John si è molto diffuso anche se ha ricevuto delle critiche, soprattutto da parte dei teorici comunitari.
Essi consideravano la sua costruzione eccessivamente teorica.
Criterio della minimizzazione del gettito delle imposte
Criterio attraverso il quale è possibile valutare la capacità di un’imposta di ridurre il volume di spesa privata.
La visione dell’imposta come strumento restrittivo della spesa privata discende dall’impostazione economica keynesiana (v. Keynes), secondo la quale le imposte, attraverso il controllo della domanda aggregata (v.), consentono il mantenimento della piena occupazione delle risorse. Inoltre, agendo sulle spese private, esse consentono, altresì, la minimizzazione del gettito. Quest’ultima costituisce l’obiettivo di molti sistemi fiscali, ma presuppone la conoscenza della efficienza economica delle imposte. Essa è rappresentata dall’entità della variazione della spesa privata rispetto a variazioni delle imposte. Dunque l’efficienza economica delle imposte dipende dalla propensione alla spesa dei cittadini.
Le ipotesi alla base del criterio della minimizzazione del gettito fiscale sono:
— ridurre le imposte che influenzano il risparmio e aumentare quelle che influenzano la spesa; ciò, però, significa lasciare nelle mani dei contribuenti maggiori disponibilità da destinare alla spesa;
— relazione diretta fra spesa e reddito, per cui se le imposte aumentato, il reddito si riduce e con esso la spesa. Ciò, però, non è sempre vero. I contribuenti, infatti, potrebbero assumere come temporaneo l’aumento delle imposte, utilizzando il risparmio per far fronte alle spese;
— la distorsione nella distribuzione dei redditi, generata dalla circostanza che le classi più povere hanno una maggiore propensione al consumo (v.), e quindi sono maggiormente colpite dalle imposte, viene corretta attraverso la politica di spesa.