Collusione

Forma di accordo tra diverse imprese volto alla realizzazione di un obiettivo comune e alla soppressione di ogni elemento che sia di ostacolo alla realizzazione di quello (come, ad esempio, la concorrenza sui prezzi tra le imprese che fanno parte dell’accordo).
La collusione può essere sia espressa che tacita: nel primo caso essa assume la forma di un accordo (scritto od orale) tra le imprese di un determinato settore o tra paesi produttori di un medesimo bene (v. OPEC), mentre nel secondo è la semplice osservanza di consuetudini e regole di comportamento implicitamente accettate da tutti i produttori.

Razionalismo (Rationalism)

Il termine indica ogni filosofia per la quale un principio razionale, che il pensiero umano può scoprire, governa la realtà.
Per esempio, Platone crede che le cose di questo mondo abbiano un modello perfetto: le idee; è dunque tra i principali esponenti del (—). Il filosofo tedesco Schopenhauer (1788-1860), invece, è un irrazionalista, in quanto vede in ogni cosa solo una volontà di vita senza scopo, un cieco impulso.
Il (—), in senso stretto, è una corrente della filosofia moderna, opposta all’empirismo, che vuole elaborare una nuova visione del mondo impiegando la ragione come strumento.
L’indirizzo razionalistico si sviluppò in seguito all’affermarsi, nei moderni Stati nazionali, della borghesia, che ricorse al procedimento matematico nei commerci e nelle tecniche bancarie. Le libere accademie (che si imposero sulle università medievali) e la stampa favorirono l’indagine scientifica nell’astronomia, nella chimica e nella medicina.
Il giurista olandese U. Grozio, nel De iure pacis ac belli (1625), cercò di fondare l’autorità dello Stato su principi razionali e naturali (e non più sulla teologia), applicando al diritto il modello rigoroso della matematica.
Il filosofo francese Cartesio (1596-1650) è considerato il fondatore del (—) moderno. Egli, nel Discorso sul metodo (1637), non si rifà ad alcuna autorità del passato (Aristotele, la Scolastica): intende fondare il sapere umano sulla sola ragione. Ricerca un metodo, un criterio sicuro, costituito da regole chiare, che orienti l’uomo nella conoscenza e nella vita, impedendogli gli errori.
Cartesio ricavò le regole del metodo (di cui, poi, troverà il fondamento nell’uomo come soggetto pensante, usando il dubbio metodico) dalle scienze matematiche che, con le loro «catene di ragionamenti semplici e facili», gli apparivano particolarmente efficaci.
Le regole proposte da Cartesio sono quattro: l’evidenza, l’analisi, la sintesi, l’enumerazione e revisione.
Per il filosofo inglese T. Hobbes, anche l’etica e la politica possono e devono fondarsi sul procedimento matematico dimostrativo. Per analogia alla geometria, da pochi principi certi (postulati o assiomi) intorno alla natura umana discende, necessariamente, l’intera coscienza etica e politica.
Infine, il capolavoro di Spinoza, l’ Ethica more geometrico demonstrata (1677) appare una meravigliosa sintesi dei principi del (—).
Sul modello degli Elementi di Euclide, il contenuto dell’opera di Spinoza è ordinato secondo definizioni, assiomi, proposizioni, dimostrazioni e corollari. Il filosofo concepì l’universo, infatti, come una struttura necessaria, eterna, con un ordine geometrico, in cui le cose sono collegate, logicamente le une alle altre.

Criteri di convergenza

Complesso di requisiti in materia economica e finanziaria richiesti nell’ambito dell’accordo di Maastricht (v.) per procedere alla terza fase dell’Unione economica e monetaria (v. UEM) tra gli Stati membri della Comunità europea.

I parametri di Maastricht sulla convergenza

Paesi Deficit/Pil Debito/Pil Inflaz. media Tassi di interesse
nel 1997

Belgio 2,1 122,2 1,5 5,7
Danimarca +0,7 64,1 2,0 6,2
Germania 2,7 61,3 1,5 5,6
Grecia 4,0 108,7 5,4 10,2
Spagna 2,6 68,3 1,9 6,3
Francia 3,0 58,0 1,3 5,5
Irlanda +0,9 67,0 1,2 6,2
Italia 2,7 121,6 1,9 6,7
Lussemburgo +1,7 6,7 1,4 5,6
Paesi Bassi 1,4 72,3 1,9 5,5
Austria 2,5 66,1 1,2 5,6
Portogallo 2,5 62,0 1,9 6,2
Finlandia 0,9 55,8 1,2 5,9
Svezia 0,4 76,6 1,9 6,5
Regno Unito 1,9 53,4 1,9 7,0

Fonte: Commissione UE, marzo ’98

Gli indicatori del rispetto dei criteri di convergenza stabiliti dal protocollo allegato al Trattato di Maastricht (che fa riferimento all’art. 109J, attuale art.121, dello stesso Trattato) sono:
— l’inflazione. Il tasso d’inflazione rilevato in tutti gli Stati membri non può superare di 1,5% quello dei tre Stati membri con il più basso tasso d’inflazione rilevato su base annua;
— le finanze pubbliche. Il disavanzo pubblico, o meglio l’indebitamento netto della Pubblica Amministrazione (v.) non deve essere superiore al 3% del PIL (v.); inoltre il debito netto della Pubblica Amministrazione (v. Debito della Pubblica Amministrazione) non deve superare il 60% del PIL;
— i tassi d’interesse. I tassi d’interesse a lungo termine di ciascuno Stato membro non devono essere superiori del 2% rispetto a quelli adottati dai paesi che possono vantare la migliore performance in termini di stabilità dei prezzi;
— la moneta. Nei due anni che precedono la verifica dei criteri di convergenza la moneta nazionale deve aver rispettato il proprio margine di oscillazione nell’ambito dello SME (v.) e, quindi, non deve aver subìto svalutazioni (v. Svalutazione monetaria) volontarie.
La verifica dei criteri di convergenza era affidata all’IME (v.) che, nel marzo 1998, presentò il suo rapporto conclusivo; sulla base di tale documento il Consiglio (maggio 1998) decise quali Stati potevano adottare (dal 1° gennaio 1999) l’euro (v.). Il rispetto dei criteri di convergenza è tuttora richiesto ai paesi che vogliono partecipare all’UEM.