Classe sociale (Social class)

Insieme di individui che hanno caratteristiche e comportamenti sociali simili.
Il termine classe sociale occupa un posto centrale nella teoria sociologica.
In particolare, è possibile individuare, tre orientamenti diversi. Il primo, risalente alla sociologia americana, che individua la classe sociale in base a fattori oggettivi quali il reddito, e distingue la popolazione in categorie superiori o inferiori secondo schemi che, pur potendo essere utilizzati per individuare determinati comportamenti, non forniscono le informazioni necessarie per comprendere come la società si evolve. La scuola sociologica soggettiva, a sua volta, differenzia le classi sociali in base ad elementi soggettivi, quali simboli, ideali e modelli culturali.
La scuola marxista (v. Marxisti) individua le classi non solo sulla base degli elementi oggettivi e soggettivi considerati precedentemente, ma soprattutto in base alla proprietà dei mezzi di produzione.
Nel sistema di produzione capitalistico (v. Capitalismo) sarebbe perciò possibile individuare essenzialmente due classi sociali, quella dei proprietari dei mezzi di produzione e quella formata dal proletariato la cui unica forza è il lavoro; tra di essi si inseriscono gli strati intermedi che non costituiscono una classe sociale né possono essere riuniti in una classe media. Nell’ambito degli strati intermedi una distinzione importante è quella tra ceto medio produttivo che produce plusvalore (ingegneri, tecnici, agricoltori) e ceto medio improduttivo che utilizza il plusvalore prodotto dalla società (impiegati, percettori di rendite ecc.).

CNA [Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole Imprese] (NAC [National Confederation of Industry and Small Enterprises])

Associazione nazionale di categoria degli artigiani fondata nel 1946. Ad essa fanno capo le Federazioni Nazionali di settore nonché i sindacati di categoria.

Cohort study

Indagine (generalmente di tipo demografico o sanitario) nella quale un gruppo di individui (cohort) viene identificato e seguito prospettica, anche per molti anni, registrando la successione degli eventi di interesse.

Comitato per l’Euro [Comitato di indirizzo e coordinamento per l’attuazione dell’Euro] (Committee for the Euro [Committee for steering and coordination for the implementation of the Euro])

Comitato istituito nel 1996 e al quale sono affidati tutti i compiti connessi all’introduzione nel nostro ordinamento della moneta unica europea, l’euro (v.). Il passaggio dalla lira all’euro nel corso del periodo 1999-2002 comporterà, infatti, una serie di problematiche che dovranno essere analizzate e affrontate con dovuto anticipo al fine di evitare di creare un caos monetario (si pensi ad esempio alla semplice conversione dei dati della contabilità nazionale o di quella aziendale).
Il Comitato per l’Euro ha come compito fondamentale quello di promuovere e attuare tutte le iniziative per un graduale ed equilibrato passaggio alla moneta unica europea, attraverso attività di studio e di informazione e mediante un’attività di consulenza verso il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
Il Comitato è presieduto dal sottosegretario al Tesoro ed è articolato in tre sottocomitati: per la pubblica amministrazione, per il sistema monetario e finanziario e per le imprese. A livello periferico operano, invece, i Comitati provinciali per l’euro (v. CEP).

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