Si tratta di un lavoro che può essere svolto lontano dall’azienda, o dagli altri luoghi di lavoro.
L’uso di terminali per l’elaborazione di dati per il computer centrale, o la trasmissione di notizie da parte del lavoratore da casa al computer principale situato altrove sono un’esempio del telelavoro.
La differenza rispetto al lavoro a domicilio è che questo prevede l’instaurarsi di un rapporto organizzativo diretto e strutturato gerarchicamente con il centro.
Categoria: Glossario
Teoremi fondamentali dell’economia del benessere (Fundamental theorems of welfare)
Essi stabiliscono che esiste una relazione tra l’equilibrio concorrenziale e l’efficienza paretiana.
Due sono i teoremi fondamentali dell’economia del benessere:
1) il primo stabilisce che un sistema economico di mercato assumendo la forma di concorrenza perfetta assicura il raggiungimento di una situazione di ottimo paretiano.
Non devono verificarsi però delle situazioni che possono generare il fallimento del mercato.
2) il secondo teorema stabilisce che ogni scelta generando una situazione efficiente in senso paretiano riproduce le condizioni per l’esistenza di un mercato concorrenziale.
Le assunzioni di questo teorema sono per esempio che si assume l’assenza di rendimenti di scala crescenti.
Il primo teorema formalizza la teoria della mano invisibile: ogni equilibrio di concorrenza perfetta assicura un’allocazione efficiente delle risorse.
Il teorema però presuppone condizioni difficilmente realizzabili (assenza di esternalità, perfetta informazione).
Quando vi sono situazioni di fallimento del mercato, un intervento dello Stato a difesa del mercato concorrenziale è importante.
Il secondo teorema è per contenuti inverso al primo.
Esso giustifica la teorica del socialismo di mercato.
Se lo Stato fornisce le risorse iniziali fra i soggetti economici, e lascia a questi libertà d’iniziativa, i meccanismi di mercato permetteranno un equilibrio economico di concorrenza perfetta.
Tesoreria dello Stato (State Treasury)
La Tesoreria dello Stato è un ufficio che svolge il servizio di cassa e si divide nella Tesoreria centrale e nella Tesoreria provinciale.
Tali servizi sono gestiti dalla Banca d’Italia.
Titoli di Stato (State bonds)
Si tratta di obbligazioni emesse dallo Stato per sopperire a squilibri economici temporanei e non.
Sono delle quote di prestito su cui il possessore percepisce un interesse.
Lo Stato emette BOT , CCT, BTP , CTZ.
Nel 20-9-86 è entrato in vigore il D.L. n. 556 convertito poi nella legge n. 579/86 che prevedeva una ritenuta del 6,25% a titolo di imposta per le persone fisiche e a titolo di acconto per quelle giuridiche.
Nel 1987 tale ritenuta è stata elevata al 12,50%.
Dall’inizio del 1997 il nuovo sistema ha diviso gli investitori in lordisti cioè s.p.a. e investitori esteri e nettisti, cioè privati e fondi comuni.
I primi ricevono interessi senza imposte, mentre i secondi ricevono interessi tassati in relazione al periodo di detenzione del titolo.
Dal 1° gennaio 1999 i titoli di Stato sono denominati in euro.
Il Ministero del Tesoro dispone l’emissione sul mercato interno di quattro categorie di titoli di Stato sia per gli investitori privati sia per gli istituzionali:
1) Buoni ordinari del Tesoro (BOT)
2) Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ)
3) Buoni del Tesoro Poliennali (BTP)
4) Certificati di Credito del Tesoro (CCT)
La Repubblica italiana emette poi degli strumenti, in euro ed in valuta, quasi sempre sottoscritti da investitori istituzionali.
Tali emissioni, offerte sui mercati internazionali, sono delle obbligazioni a medio lungo termine o carta commerciale.