Risparmio che non dipende dalla volontà umana.
Avviene per inerzia quando gli individui dispongano di un reddito superiore i loro bisogni.
La parte in piu’ viene automaticamente sottratta ai consumi attuali.
Categoria: Glossario
Saggio marginale di sostituzione (Wise marginal replacement)
Nella teoria del consumo, è il rapporto tra la quantità di un bene a cui il consumatore è disposto a rinunciare e la quantità dell’altro bene che riceve in cambio.
Questa grandezza viene definita marginale perché è riferita a variazioni molto piccole (marginali, appunto).
Ipotizzando che i beni in questione siano il cibo e l’abbigliamento, il saggio marginale di sostituzione fra cibo (C) e abbigliamento (A) può essere definito nel seguente modo:
SMSCA = – DC/DA
dove il simbolo D indica la variazione, in aumento o in diminuzione, delle quantità considerate. Quando le curve di indifferenza (v.) sono inclinate negativamente il SMS ha sempre segno negativo: il consumatore rinuncia ad una certa quantità di un bene in cambio di un’unità addizionale dell’altro. In tutti questi casi, il segno del SMS si può anche omettere e si considera solo il suo valore assoluto.
Il saggio marginale di sostituzione
Proviamo ad analizzare il SMS relativo al caso indicato nella figura. Nel grafico sono indicati quattro panieri (x, y, z e w) indifferenti per il consumatore in quanto si trovano sulla stessa curva di indifferenza: tuttavia, per passare dal paniere X (che contiene 8 unità del primo bene e 1 unità del secondo) al paniere Y il consumatore è disposto a rinunciare ad una unità di cibo in cambio di una quantità molto piccola di abbigliamento (pari a 0,5). La spiegazione di questo comportamento è dovuta al fatto che l’individuo con il paniere iniziale X dispone di una quantità elevata in senso assoluto di cibo ed una quantità invece molto piccola dell’altro bene. Il SMSCA in questo caso è pari a 1/0,5 = 2 (o, meglio, – 1/0,5 = – 2).
Anche i panieri Z e W sono indifferenti tra loro, ma in questo secondo caso il consumatore è disposto a rinunciare ad un’unità di cibo solo se riceve in cambio 3 unità di abbigliamento: la spiegazione ancora una volta è legata alle quantità assolute di beni presenti nei due panieri alternativi.
Tanto più piccola è la quantità disponibile di un bene tanto più lo si considera prezioso e quindi si rinuncia ad esso solo se compensati con quantità sempre maggiori dell’altro bene. Volendo calcolare il saggio marginale di sostituzione, si ottiene SMSCA = 1/3 = 0,33, cioè un valore più piccolo rispetto al caso precedente. Si può ripetere questo esercizio per qualunque altra possibile scelta alternativa: mano a mano che ci si muove in basso lungo la curva di indifferenza il saggio marginale di sostituzione sarà via via decrescente.
Quando vale questo tipo di relazione le curve di indifferenza sono convesse verso l’origine degli assi. Il saggio marginale di sostituzione è pertanto una misura dell’inclinazione della curva di indifferenza.
Da un punto di vista intuitivo il fatto che il SMS sia decrescente significa che il consumatore preferisce la varietà, in quanto è disposto a cedere parte dei beni di cui dispone in abbondanza per ottenere una maggior quantità del bene che possiede in misura limitata.
Scelte collettive (Collective choices)
Nelle questioni di politica economica (v.) decisioni finalizzate a soddisfare nel migliore dei modi esigenze e bisogni della collettività.
La teoria delle scelte collettive può essere fatta risalire agli studi compiuti da Jeremy Bentham attorno all’utilità (v.) e al benessere collettivo. Partendo da una ipotesi di utilità come funzione cardinale, Bentham afferma che il benessere collettivo non è altro che la somma delle singole utilità godute da ognuno dei componenti della collettività. L’ipotesi di una scala assoluta con cui misurare i valori dell’utilità, e, di conseguenza, la possibilità di costruire una funzione del benessere (v.) sociale è stata messa in discussione, in tempi più recenti, da Kenneth Arrow (v.), che, nel suo saggio Scelta sociale e valori individuali, affermò che l’utilità può essere misurata solo su scala ordinale in quanto, se è possibile operare dei confronti tra le diverse utilità, è però impossibile realizzarne una sommatoria. Approfondendo i suoi studi sulle scelte collettive, Arrow giunse alla formulazione del Teorema dell’impossibilità (v.), basato su una rielaborazione dell’ipotesi del paradosso della maggioranza (v.). Nel teorema dell’impossibilità, Arrow pone un insieme di condizioni che un sistema di scelte collettive deve rispettare, per essere veramente efficiente. Queste condizioni (democrazia, indipendenza delle alternative irrilevanti, dominio universale, condizione paretiana) secondo Arrow, non possono essere soddisfatte tutte contemporaneamente da nessun metodo di determinazione delle scelte collettive.
Sulla scia di Arrow (v.), altri autori hanno esaminato le regole decisionali di una collettività. In particolare, la scuola della Public choice (v.) ha analizzato il comportamento dei protagonisti delle scelte pubbliche considerandoli alla stessa stregua di un qualsiasi soggetto economico:
— i politici, di conseguenza, cercheranno innanzi tutto di massimizzare la propria utilità, in questo caso il consenso degli elettori (v. Ciclo elettorale; Costituzionalismo economico);
— i burocrati, più che astratti doveri, cercheranno di incrementare il proprio prestigio, le risorse gestite, il numero di sottoposti (v. Burocrazia; Efficienza-X);
— gli elettori, che condizionano il proprio voto alla soddisfazione dei bisogni espressi (v. Teorema dell’elettore mediano).
SEAQ [Stock Exchange Automated Quotation] (SEAQ [Borsa di quotazione automatizzati])
Sistema computerizzato della Borsa di Londra che è stato introdotto dopo il big bang.
I terminali permettono di accedere alle contrattazioni fissando prezzi di domanda e di offerta e di dare esecuzione agli ordini.