Nel secolo VIII si affermò un sistema caposaldo dell’economia agraria del Medioevo.Esso comprendeva un comprensorio centrale (pars dominica o curtis), che il signore sfruttava con mano d’opera servile.
Ad esso si ricollegavano dei fondi detti mansi (o pars massaricia) dati in concessione ad uomini liberi dietro il pagamento di censi in moneta e in natura e di esecuzione di prestazione di lavoro (ongarica).
Contemporaneamente convivevano la gestione curtense della pars dominica e la gestione tributaria della pars massaricia.
In tal modo il signore (dominus) incrementava le fonti della sua ricchezza e le possibilità di sfruttamento dei suoi latifondi.
Il titolare di un manso poteva aappoggiarsi alla pars dominica in caso di necessità ma era obbligato a portare alla curtis una serie cospicua di canoni.
Categoria: Glossario
Stipulàtio
Contratto verbale, che veniva concluso grazie ad uno scambio di domanda e risposta.
In questo caso un soggetto (promìssor) si impegnava a compiere una qualsiasi prestazione in favore di un altro (stipulàtor).
essa veniva conclusa oralmente con la pronuncia di una formula solenne e serviva a:
1)estinguere in maniera semplice l’obbligazione;
2) difendere il diritto del creditore mediante l’efficace “actio ex stipulatu”.
All’inizio tale contratto poteva essere stipulato solo dai cives, successivamente fu utilizzato indifferentemente da cives e da peregrini.
I requisiti della Stipulatio erano:
1) l’oralità; infatti il muto ed il sordo non potevano concludere questo tipo di contratto;
2) la presenza delle parti;
3) l’ùnitas actum, cioè non vi doveva essere soluzione di continuità tra domanda e risposta;
4) la domanda e risposta dovevano essere congruenti.
In età post-classica non si ritenne più indispensabile l’uso del verbo “spondere”.
Nel 472 l’imperatore Leone dispose, con una costituzione, che le “stipulationes” fossero valide “quibuscumque verbis pro consensu compositiae sint”.
Teóretro
Istituto bizantino che consisteva in un dono da parte del marito alla sposa all’indomani delle nozze.
L’istituto fu usato a Costantinopoli nei primi decenni del secolo X in una novella di Costantino VII Porfirogenito (905-959).
Uguccione da Pisa
Fu glassatore canonista e lessicografo.
Le sue opere più importanti furono:
-Summa;
-Decretum;
-Gratiani;
Per molti anni si dedicò alla distinzione tra glossa e commento.