Cambio a pronti (Currency spot)

Cambio che si utilizza nella compravendita in valuta quando le parti regolano la negoziazione immediatamente. Se il prezzo è liquidato per contanti (nel caso di biglietti di banca) o, secondo gli usi internazionali, entro i due giorni lavorativi successivi alla stipulazione del contratto e se le divise sono disponibili in giornata (nel caso di bonifici bancari o ordini swift) o a vista (nel caso di assegni, tratte a vista o lettere di credito a vista). I cambi che si formano sulla piazza quotatrice sono detti spot price (v.); ma è evidente che, in uno stesso giorno, le quotazioni di una medesima moneta sono differenti a seconda che riguardino banconote (cd. cambi banconote), divise utilizzabili in giornata (cambi cable) o disponibili a vista (cambi chèque).
Il rapporto che si stabilisce fra queste quotazioni è relativo alla disponibilità della valuta estera che sarà, rispettivamente:
— immediata;
— in giornata;
— dopo alcuni giorni-viaggio (necessari per inoltrare i documenti sulla piazza estera).
Il cambio banconote è più elevato del cambio cable perché la banca tiene a dispozione della clientela somme infruttifere.
Il cambio chèque a sua volta si determina sottraendo dal cambio cable uno scarto fisso o fattore di correzione, reso noto dalla Banca d’Italia. Lo scarto tiene conto delle spese di spedizione all’estero della divisa e degli interessi maturati sull’ammontare della divisa stessa per i giorni intercorrenti tra la conclusione dell’operazione e l’accredito in conto corrente presso la corrispondente estera.

Campionamento per quote (Sampling for shares)

Tecnica di campionamento (v.) che consiste nell’affidare al rilevatore il compito di selezionare le unità del campione (v.) nel rispetto di quote di popolazione prefissate che presentano determinate caratteristiche. Esso si adotta nel caso di indagini su una popolazione distribuita su un territorio molto vasto per la quale non si possiede una lista completa dei suoi componenti.

Capitale umano (Human capital)

Concetto introdotto negli anni ’60 dagli economisti americani Schultz (v.) e Becker (v.) per definire la capacità professionale di un individuo.
I due economisti sottolinearono che il capitale umano, così come qualsiasi altra forma di capitale (v.), può essere accresciuto con opportuni investimenti: le spese per l’istruzione e per la salute quindi possono essere considerate a tutti gli effetti investimenti, poiché accrescono la produttività del lavoro ed assicurano un maggior flusso di redditi futuri.