Si tratta dei cristiani che si convertirono all’ebraismo o al paganesimo.
L’Editto di Costantino nel 313 d.C. riconobbe la legittimità del Cristianesimo, questo ridusse la tolleranza verso i culti e limitò la capacità giuridica degli Apostati.
Essi come gli eretici non potevano rivestire cariche pubbliche né avere schiavi cristiani, furono privati della testamenti factio attiva e subirono la limitazione della testamenti factio passiva.
Gli Scismatici erano una setta di cristiani seguaci del vescovo di Cartagine Donato.
Essi condannarono quei cristiani che, per salvarsi dalle persecuzioni, avevano consegnato alle autorità le Sacre Scritture.
Gli Eretici erano seguaci del presbìtero di Alessandria Ario.
Egli negava la natura divina di Cristo, perché considerava indivisibile la sostanza del Padre.
Costantino combatte questa eresia, diffusasi in Oriente, come minaccia per l’unità della Chiesa, e convocò a Nicea, nel 325 d.C., un concilio ecumenico nel quale fu condannato Ario e i suoi seguaci.
Costantino vietò alle sette eretiche di proporre interpretazioni dei dogmi cristiani.
Gli Apostati furono Cristiani che durante l’età imperiale abbandonarono totalmente e in maniera pubblica la propria religione convertendosi ad altri culti.
I Manichei furono seguaci del manicheismo, culto orientale di origine persiana.
Essi professavano la contrapposizione tra un dio del bene e un dio del male.
I seguaci di questa setta religiosa furono perseguitati duramente in età imperiale.