Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/
Svolgimento del processo – Motivi della decisione
Il difensore di A.T.A., indagato in ordine al delitto di tentata estorsione con minaccia di un coltello in danno di due prostitute nigeriane dalle quali pretendeva un rapporto sessuale per la somma di Euro 15, somma ritenuta inadeguata dalle prostitute, ricorre avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Catania in data. 2.9.2010 che ha rigettato il riesame dell’ordinanza del Gip di Catania in data 20/8/2010 che ha imposto la custodia in carcere.
Chiede l’annullamento dell’ordinanza rilevando che il fatto deve essere qualificato come tentativo di violenza sessuale in ordine al quale non è stata proposta querela.
Il ricorso relativo alla qualificazione del fatto è fondato in quanto, secondo l’imputazione e la denuncia querela di una delle due parti offese, P.G., la minaccia con arma è stata posta in essere non per conseguire un profitto patrimoniale ma per ottenere prestazioni sessuali proprie della libertà personale e della libera disponibilità della persona, fatti penalmente rilevanti ai sensi dell’art. 609 bis c.p..
La diversità del titolo di reato impone una nuova valutazione da parte del giudice della libertà.
Inoltre, poichè dalla presente decisione non consegue la rimessione in libertà della ricorrente, deve disporsi ai sensi dell’art. 94 disp. att. c.p.p., comma 1 ter, che copia della stessa sia trasmessa al direttore dell’istituto penitenziario in cui l’indagata si trova ristretta perchè provveda a quanto stabilito dal citato art. 94, comma 1 bis.
P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Catania per nuovo esame. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 94 disp. att. c.p.p., comma 1 ter.
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