Cass. pen. Sez. I, Sent., (ud. 26-09-2011) 11-10-2011, n. 36649

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

Con sentenza 9/4/10 pronunciata ex art. 444 c.p.p. il Tribunale di Verona applicava ad A.M.A. pena su richiesta (mesi 3 di reclusione in aumento per continuazione su quella inflitta con sentenza 16/2/09 dello stesso Tribunale, irr. il (OMISSIS)) per il reato di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 5 ter (permanenza nel territorio dello Stato nonostante provvedimento di espulsione: in (OMISSIS), acc. in permanenza il (OMISSIS)).

Ricorreva per cassazione la difesa dell’ A., deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata considerazione delle eventuali cause di non punibilità di cui all’art. 129 c.p.p..

All’udienza di discussione il PG concludeva per l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Nessuno compariva per il ricorrente.

Diritto. La sentenza impugnata va annullata senza rinvio perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Il 25/12/10 hanno acquisito efficacia diretta nell’ordinamento giuridico interno dello Stato italiano gli artt. 15 e 16 della direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 16/12/08, 2008/115/CE, e inoltre è sopravvenuto l’arresto giurisdizionale della Corte di giustizia della Unione Europea, Sezione 1^, 28/4/11, nel procedimento C-61/11 PPU, che ha statuito nel senso che le succitate disposizioni sovra-ordinate non consentono la "normativa di uno Stato membro .. che preveda l’irrogazione della pena della reclusione al cittadino di un paese terzo il cui soggiorno sia irregolare per la sola ragione che questi, in violazione di un ordine di lasciare entro un determinato termine il territorio di tale Stato, permane in detto territorio senza giustificato motivo"; con la conseguenza che ai giudici penali dello Stato italiano, membro della Unione, spetta di "disapplicare ogni disposizione del D.Lgs. n. 286 del 1998 contraria al risultato della direttiva 2008/115", tenendo anche "debito conto del principio della applicazione retroattiva della legge più mite il quale fa parte delle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri".

In virtù del principio di diritto fissato da questa stessa Sezione di questa S.C., "la inammissibilità del ricorso per cassazione in ragione della manifesta infondatezza dei motivi o per altra causa non impedisce di rilevare, a norma dell’art. 129 c.p.p., la mancata previsione del fatto come reato, in conseguenza dell’inapplicabilità delle norme nazionali incompatibili colla normativa comunitaria" (Cass., 7^, 6/3/08, sent. n. 21579, Boujlaib, rv. 239960), sicchè deve farsi luogo, immediatamente e in questa stessa sede, all’annullamento, senza rinvio, della sentenza impugnata con la formula de qua.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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