Carlo V d’Asburgo

(1500-1558)

Figlio dell’arciduca d’Austria Filippo e nipote di Ferdinando II e Isabella. Ottenne il regno di Spagna con i domini annessi nel 1516 e la dignità imperiale (1519).
Combattè contro il re di Francia Francesco I, al quale sottrasse il Milanese con la battaglia di Pavia (1519). Venne incoronato a Bologna da papa Clemente VII.
Nelle alterne vicende e sanguinose lotte che condussero alla Riforma luterana [vedi Riforma protestante], finì per concedere piena libertà di religione ai protestanti (1552).
Abdicò in favore del figlio Filippo nel 1556 lasciandogli la Spagna, i Paesi Bassi e i domini italiani, mentre al fratello Ferdinando cedette i territori austriaci

Carlo III di Borbone

(Madrid, 1718-1788)

Duca di Parma e Piacenza (1731-1734) con il nome di Carlo I, re di Napoli e Sicilia (1734-1759) col nome di Carlo VII e re di Spagna (1759-1788) col nome di Carlo III.
Figlio primogenito di Filippo V e di Elisabetta Farnese, fu un sovrano illuminato.
Avvalendosi della collaborazione di abili ministri quali il Tanucci [vedi Tanucci Bernardo] ed il marchese di Squillace, armò una serie di riforme volte a limitare l’ingerenza della Chiesa di Roma e a razionalizzare le strutture amministrative e finanziarie del Regno. Coadiuvato dal Tanucci introdusse un nuovo sistema fiscale imperniato sul catasto onciario.
Continuò l’attività di riforme anche in Spagna, quando alla morte di Ferdinando VI ne cinse la corona dopo aver rinunciato al trono di Napoli in favore del figlio minorenne Ferdinando IV [vedi Ferdinando I di Borbone].
Alleato con i Borbone di Francia col patto di famiglia [vedi Famiglia (patto di)] pose in atto una politica antinglese che lo vide partecipe della guerra dei sette anni (1756-63) e a quella d’indipendenza americana (1775-82).
In campo religioso assunse un atteggiamento regalista, controllando l’Inquisizione [vedi] e deliberando l’espulsione dei Gesuiti [vedi] nel 1767

Carlo II il Calvo

(823-877)

Figlio di Ludovico il Pio [vedi]. Fu incoronato imperatore a Roma nell’875. Dal padre ottenne la Francia, che mantenne col trattato di Verdun [vedi Verdun (trattato di)] nell’843, ma che non seppe difendere dagli attacchi dei Normanni [vedi] e l’Italia meridionale, attaccata dai Saraceni. Poco prima di morire emanò il capitolare di Kiersy [vedi Capitolare], che sancì l’ereditarietà dei feudi [vedi Feudo] maggiori

Carlo II d’Angiò

(1248-1309)

Figlio di Carlo I d’Angiò [vedi], fu suo successore sul trono di Napoli. Fatto prigioniero in Sicilia, venne liberato nel 1289 e continuò la guerra per la riconquista dell’isola. Costretto a capitolare nella battaglia di Formicara (1309), morì senza aver potuto riunire la Sicilia a Napoli. A lui si deve la pubblicazione delle Consuetudines neapolitanae [vedi], prestigiosa raccolta di consuetudini del Regno