Organo collegiale istituito dal regime fascista [vedi Fascismo] nel gennaio del 1939, in sostituzione della Camera dei deputati.
La nascita dello Stato corporativo fascista nel 1934 [vedi Corporativismo] e l’istituzione di 22 corporazioni determinò il superamento delle rappresentanze politiche del vecchio liberalismo e condusse alla sostituzione di esse con le rappresentanze delle categorie economiche che comunque non erano elette democraticamente dalla base, ma autoritativamente imposte dai vertici.
La (—) era formata dai componenti del Consiglio Nazionale del Partito Nazionale Fascista [vedi Gran Consiglio del Fascismo] e da quelli del Consiglio Nazionale delle Corporazioni [vedi]. In essa, per evitare spiacevoli sorprese di eventuali franchi tiratori erano previste solo le votazioni in modo palese e, di frequente, per acclamazione e ciò praticamente esautorava di ogni autonomia decisionale l’assemblea
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Camera dei Comuni
(d. comp.)
Principale organo legislativo inglese formato da 651 membri eletti ogni 5 anni con il sistema maggioritario del collegio uninominale, in base al quale il seggio viene assegnato al candidato che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti.
La (—) è la più antica assemblea parlamentare del mondo in quanto le sue origini risalgono al secolo XIII. Il suo potere aumentò enormemente durante il XVII secolo in seguito alla rivoluzione del 1642 ed alla successiva emanazione del Bill of Rights (1689) [vedi] e dell’Act of Settlement (1701) [vedi].
Con il Parliament Bill del 1911 fu sancita la supremazia della (—) rispetto alla Camera dei Lords [vedi] non elettiva, il cui voto, che precedentemente bloccava molte leggi in materia finanziaria, poteva essere superato attraverso una rilettura della legge nella
Camera apostolica
Ufficio preposto all’amministrazione dei beni e dei diritti temporali e delle finanze della Santa Sede. Essa, durante la vacanza della Sede Apostolica assume la direzione dei palazzi apostolici e del Conclave. È presieduta dal Cardinale Camerario, detto anche Camerlengo.
La (—) aveva nel Medioevo notevoli poteri, in quanto era dotata di funzioni giurisdizionali in qualità di Tribunale, di unica istanza, per tutte le cause fiscali.
Calvinismo
Dottrina religiosa cristiana ispirata al pensiero teologico di Giovanni Calvino (1509-1564) e dei suoi seguaci. Principi fondamentali di tale confessione religiosa sono:
— assoluta e indiscussa autorità della Bibbia, quale unica fonte di fede;
— il battesimo come unico sacramento ammesso, il quale cancella il peccato originale;
— valore meramente simbolico e commemorativo dell’eucaristia;
— salvezza dell’uomo quale libero dono di Dio (predestinazione) e negazione del libero arbitrio;
— il potere civile sottoposto al potere ecclesiastico.
Da tali presupposti derivò, tuttavia, un’etica attivistica: l’uomo, consapevole di essere stato scelto da Dio ed elevato alla grazia, deve impegnarsi profondamente nella vita civile e nell’organizzazione religiosa.
Il (—) da Ginevra, ove Calvino operò, si diffuse in territori che già avevano accolto le istanze del luteranesimo [vedi]: in Scozia (Presbiteriani), in Francia (Ugonotti), nei Paesi Bassi ed in Inghilterra (Puritani).
Durante il XVII secolo si determinò all’interno del (—) la nascita di diverse correnti dottrinali, che resero necessario un intervento autoritativo di definizione dell’ortodossia, specialmente con riguardo alla teoria della predestinazione. La riduzione delle diverse tendenze in un’unica formula ortodossa fu attuata dal sinodo di Dordrecht (1618-1619).
Nel 1880 la creazione dell’università di Amsterdam dotò il movimento religioso del suo principale centro di diffusione culturale.
Ovunque fu possibile, il (—) sostenne forme di governo oligarchiche quali alternative all’assolutismo monarchico e spesso appoggiò la resistenza al sovrano che volesse comprimere le libertà religiose