Urban

L’Urban è una iniziativa comunitaria che serve alla rivitalizzazione economica e sociale delle città di piccole e medie dimensioni e dei quartieri degradati.
Nel 1994 fu introdotta e cofinanziata dal fondo europeo di sviluppo regionale e dagli Stati membri.
L’iniziativa Urban in particolare prevede:
1) l’avvio di nuove attività economiche, per mezzo del sostegno alle imprese e alle iniziative relative al trasferimento di tecnologia;
2) le azioni a favore dell’occupazione a livello locale, che consistono principalmente nella formazione professionale e nei progetti locali per la riabilitazione professionale dei disoccupati di lunga durata;
3) il restauro degli edifici che possono essere usati per i servizi sociali o commerciali ed il recupero degli spazi pubblici compresi quelli verdi;
4) il sostegno alle autorità locali e alle loro organizzazioni.
5) lo sviluppo dei servizi sociali, della sanità e dell’ordine pubblico, in modo da creare asili nido, migliorare i centri sanitari e quelli di recupero dei tossicodipendenti e rafforzare le misure di sicurezza e di prevenzione della criminalità;

RTGS [Real time Gross Settlement]

Si tratta di una procedura di regolamento che permette di trattare ogni transazione su base continua, in maniera immediata e singolarmente.
In Italia viene chiamata BI-REL – Banca d’Italia Regolamento lordo, ed è stata attivata nel giugno 1997.
Esso opera attraverso le Banche centrali, e regola i pagamenti di ammontare elevato tra le banche ordinarie.
La banca ordinaria può chiedere un finanziamento al SEBC se alla fine della giornata ha un debito che deve colmare.

Romania

Dopo il secondo conflitto mondiale la Romania era completamente sotto la sfera di influenza sovietica, ma nel 1947 un colpo di Stato porta al potere il partito comunista ed il 30 settembre viene proclamata la Repubblica Romena.
Entrata a far parte del COMECON (v.) nel 1949 e dell’ONU (v.) nel 1955, la giovane repubblica popolare diventa repubblica socialista il 21 agosto 1965 e quando Nicolae Ceausescu diviene segretario del partito: comincia per il paese una lunga e terribile dittatura. Successivamente alla caduta del muro di Berlino avrà luogo la sollevazione popolare che porterà di lì a poco alla destituzione e fucilazione del dittatore.
La Romania ha firmato l’accordo europeo (v.) il 1° febbraio 1993 ed ha presentato domanda di adesione (v.) all’Unione europea nel 1995.
Nel giudizio dell’Agenda 2000 (v.) vengono registrati progressi relativi al diritto di stabilimento (v.), al trattamento nazionale, alla libera circolazione delle merci (v.), alla proprietà intellettuale e agli appalti pubblici (v.).
La Romania, però, non sarà in grado di assumere gli obblighi connessi all’acquis communautaire (v.) a medio termine. Permangono, infatti, molti problemi relativi al rispetto delle libertà individuali, delle minoranze e dei diritti dell’infanzia. Poco soddisfacenti, inoltre, vengono definiti i progressi compiuti in relazione alla effettiva applicazione delle direttive fondamentali del mercato unico (v.) in materia di imposizione fiscale, appalti pubblici e sistema bancario. Tuttavia durante il Consiglio europeo di Helsinki del dicembre 1999, è stato deciso comunque di convocare conferenze intergovernative bilaterali nel febbraio 2000 per avviare i negoziati sulle condizioni di adesione, insieme a tutti gli altri Stati inizialmente esclusi dal primo gruppo

Risorse proprie

art. 269 Trattato CE; Decisione 31 ottobre 1994, n. 94/728/CE

Ufficialmente in vigore dal 1° gennaio 1971, ma operativo solo dal 1979, il sistema di risorse proprie rappresenta l’unica modalità di finanziamento della Comunità (v.).
Attualmente costituiscono risorse proprie della Comunità:
—i prelievi riscossi sulle importazioni di prodotti agricoli (v. Prelievi agricoli), cioè tutti i prelievi, supplementi, importi supplementari o compensatori, importi o elementi addizionali ed altri diritti fissati dalle istituzioni comunitarie sugli scambi con i paesi non membri, nel quadro della politica agricola comune (v. PAC), nonché i contributi e altri diritti previsti nell’ambito dell’organizzazione comune dei mercati (v. OCM) nel settore dello zucchero;
— i dazi doganali (v.), ossia quelli della tariffa doganale comune (v. TDC) e gli altri diritti fissati dalle Comunità sugli scambi con i paesi non membri;
— i proventi dell’imposta sul valore aggiunto (v. IVA), ottenuti mediante applicazione di un tasso attualmente pari all’1%. Secondo quanto stabiito nel corso del vertice di Berlino esso verrà ridotto allo 0,75 nel 2002 e allo 0,50 nel 2004;
— una nuova risorsa (v. Quarta risorsa). In pratica si tratta di contributi versati dagli Stati membri qualora le precedenti risorse non risultassero sufficienti a garantire una certa entità delle entrate comunitarie. I versamenti al bilancio comunitario (v.) coprono lo scarto esistente tra le precedenti risorse proprie ed una percentuale del PNL degli Stati membri fissate per il periodo 2000-2006 all’1, 27%.
Costituiscono inoltre risorse proprie quelle provenienti da tributi istituiti nell’ambito di una politica comune, in attuazione delle disposizioni dei Trattati CE ed EURATOM, nonché i proventi derivanti dai prelievi della CECA o dai prestiti da questa contratti.
Il fatto che la Comunità si finanzi mediante risorse proprie non significa che la riscossione dei dazi, dei prelievi e delle altre entrate sia affidata alle istituzioni comunitarie: essa rimane prerogativa degli Stati membri, i quali provvederanno a versare le somme percepite alla Comunità, ottenendo un rimborso a titolo di spese di riscossione del 25%.
La ratio di questo sistema consiste nel rendere la Comunità indipendente dai contributi versati dagli Stati membri, a differenza di quanto accadeva in precedenza. Infatti in passato era adottato il sistema tipico di finanziamento delle organizzazioni internazionali: ciascuno Stato versava un contributo che, in percentuale, teneva conto di alcuni fattori, come la capacità contributiva, il vantaggio ricavato dalla partecipazione alla Comunità ed il peso politico