Rapporto Delors

Documento che prese il nome dal Presidente della Commissione di quei tempi.
Esso rappresenta un punto di svolta nel processo di integrazione economica e monetaria.
Durante il Vertice di Hannover del 26 e 27 giugno 1988 i capi di Stato e di governo decisero di affidare ad un Comitato, costituito dai governatori delle Banche centrali e da alcuni esperti esterni e presieduto da Jacques Delors, il compito di studiare e proporre le tappe concrete per giungere all’unione economica e monetaria.
Il Rapporto Delors fu presentato al Consiglio Europeo di Madrid del giugno 1989.
Due anni dopo fu firmato il Trattato di Maastricht.

Rapporto Davignon

La Conferenza dell’Aja del dicembre 1969 istitui’ un comitato capeggiato dal visconte Davignon per definire un piano che potesse agevolare al massimo l’unificazione politica d’Europa.
Tale rapporto venne approvato nella riunione dei ministri degli Affari Esteri tenutasi a Bruxelles il 20 luglio 1970.
Il rapporto Davignon prevedeva delle riunioni periodiche dei ministri.
In esse si sarebbe discusso su tutte le questioni di politica estera nell’ottica di una efficace armonizzazione degli intenti.
Tale rappporto non raggiunse gli scopi previsti ma fu comunque un primo importante passo verso il difficile cammino della politica comune.

Rapporto Cecchini

È il rapporto, dal titolo “1992:La sfida europea” che fu presentato nel 1988 dopo richiesta della Commissione ed in particolare Paolo Cecchini.
Nel 1986 il Presidente della Commissione Delors aveva affidato a questo gruppo di lavoro uno studio sui vantaggi previsti dalla liberalizzazione dei mercati e sui benefici persi per la persistenza delle barriere alla libera circolazione intracomunitaria dei fattori produttivi.

Rapporto Albert – Ball

Documento realizzato da due economisti, Michel Albert (francese) e James Ball (inglese), e presentato al Parlamento europeo nell’agosto 1983 dal titolo Per una ripresa dell’economia europea negli anni ottanta.
Secondo tale rapporto è importante realizzare un mercato unico sul territorio comunitario mediante il coordinamento delle differenti politiche nazionali, soprattutto nel settore dei trasporti e della ricerca in campo tecnologico.
Se non vi è armonizzazione a livello comunitario degli interventi nazionali in questi settori vi è una dispersione delle energie utili per rimuovere gli ostacoli alla crescita dell’Europa unita.
Questo porta ad una maggiore competitività delle industrie europee soprattutto nei confronti di quelle americane e giapponesi.