Operazione di trasformazione dei dati dalla forma originaria in cui sono stati rilevati ad una più agevole per lo svolgimento di analisi statistiche (numeri o sequenze alfanumeriche). La codifica è spesso necessaria per sottoporre i dati qualitativi ad analisi statistiche standard.
Autore: Admin
Codice a barre (Bar code)
Codice riportato sulla confezione dei prodotti di largo consumo costituito da tredici cifre e da un uguale numero di barre verticali traducibili da un calcolatore o da uno speciale lettore ottico (scanner).
Il codice a barre consente di effettuare la registrazione automatica delle vendite (cosa che rende notevolmente più veloci le operazioni di cassa), permette un rapido aggiornamento dei prezzi e facilita il controllo del livello delle scorte.
Il codice a barre più usato è il codice EAN. In Italia i codici a barre sono attribuiti dall’INDICOD (Istituto Nazionale per la codifica dei prodotti fabbricati e confezionati industrialmente).
Code
Fenomeno legato all’incapacità di determinate imprese a soddisfare interamente il livello di domanda del servizio da esse erogate. Ciò provoca il formarsi di code o file d’attesa.
Il fenomeno in esame si presenta, particolarmente, per quei servizi la cui domanda è soggetta a forti fluttuazioni temporali. Si pensi ai trasporti pubblici nelle grandi città, affollatissimi nelle ore di punta, semivuoti in altri momenti della giornata.
L’erogatore si trova, quindi, a dover fronteggiare nel periodo di tempo preso in considerazione (giorno, mese, anno) diverse domande, che dovrà soddisfare determinando la capacità ottimale dell’impianto. Quest’ultima, se si tratta di un servizio gestito da un ente pubblico, dovrebbe essere individuata dall’uguaglianza tra beneficio marginale (v.) e costo marginale (v.).
Il problema è dato dal fatto che vi sono almeno due curve di domanda: una relativa ai periodi di punta, l’altra relative alla ore morte. La soluzione per assicurare il pareggio della gestione può consistere nel fissare due diversi prezzi:
— il primo, più basso, determinato dall’intersezione della domanda delle ore di stanca con la curva del solo costo variabile;
— il secondo, più alto, dato dall’intersezione fra la domanda di punta e il costo totale marginale di lungo periodo (o, addirittura, più alto).
Tale soluzione può essere giudicata accettabile se si considera che per soddisfare la domanda di punta occorre incrementare gli impianti (costi fissi): tale incremento di costi fissi non è però imputabile agli utenti delle ore morte, per cui essi pagheranno il solo costo variabile.
L’applicazione di tariffe differenziate è rinvenibile, ad esempio, nel caso dei servizi telefonici; a volte, invece, prevalgono considerazioni di natura sociale per cui la tariffa è unica: è il caso dei trasporti pubblici.
COBAS (Comitati di base)
Movimenti di natura sindacale costituiti spontaneamente dai lavoratori al di fuori dei tradizionali sindacati, diffusi in particolare nel settore terziario, specie in quello pubblico.
L’affermazione dei COBAS nel corso degli anni Ottanta è stata favorita dalla crisi di rappresentatività dei grandi sindacati (CGIL, CISL, UIL) dimostratisi incapaci di fronteggiare prontamente il mutamento qualitativo verificatosi nella composizione sociale del mondo del lavoro subordinato, ove la base operaia tradizionale, punto di riferimento delle strategie dei sindacati confederali, è andata gradatamente restringendosi per far posto ad un numero crescente di impiegati ed operai altamente qualificati.
Le iniziative sindacali dei COBAS sono volte ad ottenere il riconoscimento delle professionalità acquisite ed un corrispondente trattamento retributivo, in un’ottica assolutamente ristretta alle esigenze della singola categoria rappresentata, superando così l’abituale cultura egualitaristica e solidaristica che aveva tradizionalmente ispirato l’azione dei sindacati confederali.
L’esigenza di far fronte ad un’azione sindacale sfociante in metodi di lotta aggressivi e irriguardosi di ogni interesse della collettività ha contribuito a sollecitare il legislatore a regolamentare la materia dello sciopero (v.) nei servizi pubblici essenziali, ove maggiormente l’azione indisciplinata dei COBAS esponeva al pericolo di rilevanti lesioni gli interessi pubblici fondamentali.